
A parte la rimozione dei fusti abbattuti, sarebbe opportuno venisse fornito un programma per il reimpianto di specie resistenti al vento e in grado di meglio sopportare lunghi periodi siccitosi sempre più frequenti.
L’effetto “isola di calore” è oramai noto che si combatta con alberi aventi chiome ad ampio sviluppo, in grado di assorbire la radiazione solare, ma di certo non con esili alberelli che, uno dopo l’altro, cadono al soffiar del vento…
Allego due foto scattate ieri.
Grazie per l’attenzione”.
(lettera firmata)


