
“La discussione sulle ipotesi di riorganizzazione di alcune autonomie scolastiche, che fino ad oggi è avvenuta sottotraccia, esiste ed è confermata dal Provveditore che è tornato a ribadire che anche la provincia di Bologna debba “dare il suo contributo” ad una riorganizzazione di livello regionale pena il rischio di un commissariamento.
Abbiamo avuto anche conferma che i tempi sono davvero stretti, infatti, la stessa Conferenza sarà chiamata a deliberare entro il 30 di novembre su questo tema.
Anche ieri, abbiamo ribadito la nostra ferma contrarietà a qualsiasi opzione di dimensionamento dei nostri istituti scolastici perché queste operazioni, in una regione normodimensionata rispetto alle richieste dei decreti del Ministro Valditara, oltre ad avere ricadute sul personale scolastico, riducono anche il perimetro pubblico dei servizi costituzionali del Paese, mettono a repentaglio la qualità dell’offerta didattica e modificano irreversibilmente gli equilibri di comunità dei luoghi interessati.
Non solo, questi dimensionamenti andrebbero ad impattare da un lato su una situazione del personale scolastico che è già carente e critica da anni, soprattutto sul personale ATA, e dall’altro peggiorerebbero la numerosità degli alunni nelle classi a discapito della qualità didattica. Non abbiamo bisogno di creare delle scuole-mostro.
Nel merito chiediamo parole di chiarezza da parte di tutti i soggetti coinvolti istituzionali e non, compresi la Regione Emilia Romagna e gli Enti locali coinvolti – prosegue Gabriele Caforio – Nel metodo dovrebbe essere attivato con urgenza un percorso democratico che veda coinvolti oltre alle istituzioni anche le autonomie scolastiche e i loro organismi collegiali e democratici.
Siamo ad oggi alla metà di novembre e nonostante la scadenza del 30 di novembre, fino a ieri, non era ancora stata neppure resa pubblica e calendarizzata la discussione. E’ evidente che non ci siano tempi utili per avviare davvero un percorso partecipato.
La scuola pubblica, le sue lavoratrici e lavoratori e le organizzazioni sindacali meritano rispetto tanto quanto l’organizzazione della rete scolastica in un territorio delicato e complesso come quello bolognese”, conclude il Segretario generale FLC CGIL Bologna.

