
«Il tumore del pancreas non ha solo un impatto clinico drammatico, ma rappresenta anche una significativa sfida sociale – sottolinea il Professor Massimo Dominici – gli avanzamenti terapeutici, raggiunti per molte altre patologie oncologiche, non hanno modificato la sopravvivenza nel tumore del pancreas che resta tra le più basse: meno di un paziente su dieci supera i cinque anni dalla diagnosi. La scoperta spesso tardiva e le peculiari caratteristiche biologiche della malattia, in particolare la presenza di un microambiente fortemente fibrotico che ostacola l’efficacia dei farmaci e sostiene la progressione tumorale, continuano ad alimentare la resistenza ai trattamenti. Di fronte a questo quadro, è fondamentale un impegno integrato che unisca strettamente clinica e ricerca».
A Modena gran parte della ricerca si concentra su quello che è definito ambiente tumorale. «Le terapie attuali – spiega la Dottoressa Giulia Grisendi, per anni impegnata come ricercatrice di UNIMORE sul tema – colpiscono le cellule tumorali, ma non le cellule stromali che le circondano formano una “impalcatura protettiva”, sostenendo la crescita del tumore e riducendo l’efficacia dei farmaci. Per aggirare questo ostacolo in laboratorio abbiamo sviluppato cellule mesenchimali sane, derivate dal tessuto adiposo del paziente e modificate per produrre sostanze in grado di attaccare sia il tumore sia la sua barriera fibrotica, senza danneggiare i tessuti sani. I test preclinici hanno dimostrato che queste cellule ingegnerizzate per aggredire il tumore del pancreas possono potenziare l’effetto della chemioterapia, aprendo la strada a terapie più mirate e personalizzate».
«La luce viola che illuminerà questa sera il nostro Centro Oncologico – conclude il Dottor Giuseppe Longo, Direttore del Dipartimento Interaziendale di Oncologia ed Ematologia – non è solo un segnale visibile nella notte: è un simbolo di speranza, coraggio e determinazione. Rappresenta i pazienti che ogni giorno affrontano questa malattia, le loro famiglie che li sostengono, e i medici e i ricercatori che non smettono mai di cercare soluzioni concrete. Oggi più che mai, questa giornata è dedicata a loro, al loro impegno e alla loro resilienza, e vuole ricordarci che ogni progresso nella ricerca può accendere una nuova luce nella vita di chi lotta contro il tumore del pancreas».

