
Pertanto, al fine di evitarle conseguenze penali, dovendo effettuare una comparazione tra la refurtiva rinvenuta ed i gioielli in suo possesso, la donna veniva convinta, dopo una inusuale fretta e pressione telefonica, a consegnare i propri monili e gioielli in oro (valore complessivo di circa 10.000 euro) presenti in casa, ad un uomo che da lì a poco si sarebbe presentato in qualità di perito nominato dal tribunale e incaricato dal gioielliere vittima del furto. La donna, nonostante si trovasse sotto la continua pressione telefonica fatta dal sedicente carabiniere, davanti all’uomo presentatosi presso la sua abitazione per recuperare l’oro, si è ravveduta ed ha desistito, riferendogli che si sarebbe recata lei in caserma; decisione che ha destabilizzato l’uomo facendolo così allontanare dall’abitazione fino all’arrivo della pattuglia dei “veri” carabinieri che lo hanno bloccato nelle vicinanze.
Al termine della celebrazione del processo con rito per direttissima, l’arresto è stato convalidato ed il 40enne sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora nella città metropolitana di Bologna.

