Nel 2024 ne erano arrivate solo due. L’anno scorso sono state dodici. Sono le segnalazioni ricevute dall’osservatorio sulla violenza ai sanitari istituito nel 2017 dall’Ordine dei medici, chirurghi e odontoiatri di Modena. Inviate da nove uomini e tre donne, raccontano di aggressioni verbali da parte di pazienti o familiari, minacce telefoniche o via chat e sul posto di lavoro.

I dati sono stati resi noti in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari, che si celebra oggi – giovedì 12 marzo – in tutta Italia.

L’osservatorio dell’Ordine dei Medici di Modena ha ricevuto due segnalazioni nel 2019, nessuna nel 2020, diciannove nel 2021, 36 nel 2022, dodici nel 2023 e, come dicevamo, due nel 2024 e dodici nel 2025.

«Il dato ci fornisce due informazioni – dichiara il presidente dell’Ordine Carlo Curatola – La prima è di carattere politico: l’Ordine dei medici di Modena è punto di riferimento per i colleghi che sono stati sensibilizzati a una tolleranza zero nei confronti del fenomeno violenza. La seconda, non meno importante, è che il monitoraggio degli eventi sentinella ci costringe a tenere alta l’attenzione. Tra l’altro il fenomeno è sicuramente sottostimato, perché sono dati parziali. Le segnalazioni, infatti, arrivano prevalentemente dai colleghi della medicina del territorio, dentisti e liberi professionisti ecc. Per avere un quadro completo del fenomeno bisogna aggregare le segnalazioni ricevute dalle aziende sanitarie».

Colpisce, in particolare, che da quando esiste l’osservatorio, la metà delle segnalazioni (42 su 85) arrivi da donne. Un aspetto che, secondo Curatola, impone di ricercare soluzioni di sistema.

«Abbiamo appena celebrato la Giornata internazionale della donna e dobbiamo ascoltare la domanda di sicurezza che proviene dalle donne che lavorano nella sanità, sia pubblica che privata», afferma il presidente dell’Ordine.

Per Curatola la fine dell’emergenza Covid ha comunque riportato un po’ di serenità nei rapporti medico-paziente. «È fondamentale mettere al centro della gestione della presa in carico del malato l’alleanza tra chi cura e chi si affida alle cure – spiega il presidente dell’Ordine – Resta il problema degli ospedali e dei luoghi di lavoro più a rischio, come psichiatria e pronto soccorso, nei quali le situazioni delicate, unite spesso alle carenze di personale e una vigilanza che non può trasformarsi in militarizzazione, possono creare un mix potenzialmente rischioso per gli operatori. Per questo – continua Curatola – riteniamo imprescindibile che persista un coinvolgimento coordinato di tutte le istituzioni e che sul tema non si abbassi la guardia.

A noi spettano il compito e la responsabilità di collaborare per una costante ed esaustiva comunicazione al cittadino sul corretto accesso ai presidi del sistema sanitario nazionale che, in un momento di carenza di risorse umane, per essere efficientati devono essere sollecitati con le giuste intensità. Ribadiamo la nostra piena disponibilità a fare rete con tutti i soggetti ed enti coinvolti al fine – conclude il presidente dell’Ordine dei medici di Modena Carlo Curatola – di elaborare e condividere un’efficace strategia antiviolenza».