“Volare alto”, “Aprire le ali”, “Spiccare il volo”… Queste sono solo alcune delle tante frasi che pronunciamo tutti quotidianamente, tante volte anche senza nemmeno rendercene conto. Sembra che la metafora del volo sia quasi innata. Da sempre l’uomo nutre il desiderio di guardare in alto, staccare i piedi da terra e volare.
Ma non si tratta solo di questo… “Volare” è molto di più, perché in quelle sei lettere che compongono la parola ci sono tanti altri significati meno visibili, significati che raccontano tanti dei nostri desideri: quello di crescere, di osare, di andare oltre quello che già conosciamo, di imparare a fidarsi, di credere in sé stessi.
“Volare” è un po’ tutto questo.
Con questa riflessione, nasce la terza edizione di Cantieri Teatrali, il Festival di teatro per le scuole che prenderà vita dal 22 al 28 marzo a Novellara e che continua a essere, prima di tutto, uno spazio di incontro, di costruzione e di ascolto. Un cantiere, appunto: un luogo dove si prova, si sbaglia e si impara facendo.
Il tema di quest’anno, “Insegnami a volare”, è una metafora che vuole essere un invito e una promessa: è il desiderio profondo di chi cresce e cerca una guida: non per essere trattenuto, ma per essere preparato al salto, con tanta audacia quanta consapevolezza. È il compito silenzioso di chi educa, accompagna e dona strumenti, come un maestro con il suo allievo o un genitore con il proprio figlio, affinché un giorno l’altro possa camminare da solo, con radici solide e ali forti.
Perché no, non si impara da soli a volare.
E il teatro, o meglio, il teatro a scuola è uno dei luoghi “protetti” in cui si può imparare a volare: a teatro quando cadi c’è sempre qualcuno che ti prende per mano, che ti aiuta a rialzarti e provarci ancora; a teatro l’errore diventa un’opportunità per crescere, sbagliare è necessario per poter costruire le proprie ali, che magari non saranno perfette, ma andranno bene per volare.
Da segnalare in particolare Lunedì 23 marzo alle 18:30, nella Sala del Fico della Rocca dei Gonzaga, l’appuntamento con Emozioni in cantiere che porterà al centro del festival un tema decisivo e attuale, ovvero il rapporto tra educazione, benessere emotivo e strumenti espressivi capaci di accompagnare bambini e ragazzi nel loro percorso di crescita. Un titolo che richiama con forza il desiderio di superare i limiti, coltivare talenti e immaginare nuove possibilità attraverso il teatro, la creatività e la partecipazione condivisa.
Protagoniste di Emozioni in cantiere saranno la dottoressa Roberta Lumia di Open G Ausl di Reggio Emilia e la formatrice teatrale Maria Beatrice Papagni, Bobby, in un confronto rivolto a insegnanti, educatori e genitori, ma aperto più in generale a tutta la cittadinanza. L’obiettivo è offrire uno spazio utile per riflettere sul valore delle emozioni nei percorsi educativi e sul contributo che il linguaggio teatrale può dare nella relazione con i più giovani.

