Sostenere lo sviluppo di un modello appenninico che migliori l’attrattività e la fruibilità dei luoghi e del paesaggio montano, per i residenti e per i turisti, elevando la qualità urbana dei borghi, attivando servizi diffusi alla popolazione, includendo le fasce più deboli e guardando alle nuove generazioni, per offrire rinnovate occasioni di sviluppo.
E’ l’obiettivo della “Strategia Stami per l’Appennino modenese”, che prevede nove interventi – tre nell’istruzione, quattro nella sanità e due di assistenza tecnica – finanziati per un valore complessivo di oltre 4,3 milioni di euro.
I 18 Comuni del territorio provinciale che fanno parte dell’Area montana interna sono Fanano, Fiumalbo, Frassinoro, Guiglia, Lama Mocogno, Marano sul Panaro, Montecreto, Montefiorino, Montese, Palagano, Pavullo nel Frignano, Pievepelago, Polinago, Prignano sulla Secchia, Riolunato, Serramazzoni, Sestola e Zocca, coordinati dalla Provincia di Modena.
Per Iacopo Lagazzi, coordinatore della “Strategia Stami” e consigliere provinciale con delega alla montagna «l’approvazione della SNAI ( Strategia Nazionale Aree Interne) dell’Appennino Modenese rappresenta l’ultimo e molto atteso passo per concludere le progettualità della Stami Appenino Modenese, una strategia d’area che prevede la programmazione e finanziamento di interventi, (da fonti di finanziamento differenti) che coinvolge tutti e 18 i Comuni dell’Appennino Modense con alcune progettualità trasversali relativamente all’inclusione scolastica e al tema molto sentito della salute in montagna. Con questo ultimo finanziamento – prosegue Lagazzi – da quattro milioni di euro, andiamo a completare e di fatto a finanziare tutte le progettualità. Un risultato concreto e strategico, l’approvazione della scorsa settimana è il frutto di un lavoro sinergico tra istituzioni regionali, provinciali e comunali che nelle STAMI hanno visto la massima espressione nel tradurre idee in atti concreti. Ringrazio per questo risultato la Provincia di Modena con il presidente Braglia, la Regione con l’assessore Davide Baruffi e tutti i 18 Sindaci dell’area, che ho avuto l’onore di coordinare».
Per il presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia «la riqualificazione del territorio montano è determinante per consentire ai comuni dell’Appennino di continuare ad essere attrattivi e questo è possibile solo attraverso politiche e strategie condivise. Ringrazio tutti i sindaci che in questi anni si sono fatti parte attiva in questo importante lavoro comune, a Iacopo Lagazzi che ha coordinato il tavolo degli amministratori, all’assessore regionale per la montagna Davide Baruffi e alla Regione Emilia-Romagna per aver stanziato risorse determinanti, che possono consentire di dare concretezza alle progettualità messe in campo».
Tra i progetti principali ci sono la riqualificazione del seminario storico di Fiumalbo e il recupero dell’ex scuola di Pescarola, che ospiterà un centro per bambini, ragazzi e famiglie. Sul fronte sanitario, il programma Salute della Montagna introduce ambulatori di prossimità, telemedicina e strumenti di monitoraggio a distanza, con l’obiettivo di ridurre gli spostamenti e migliorare la continuità delle cure. Previsti anche interventi per rafforzare la rete dell’emergenza e dotare il territorio di nuove attrezzature. Completano il quadro azioni di riorganizzazione dei servizi locali e di rafforzamento della governance territoriale, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e inclusivo promossi dal Fesr.
Gli interventi approvati attivano investimenti per oltre 4,3 milioni di euro che si aggiungono ai 10,3 milioni già assegnati dalla Regione con risorse Fesr, Fse+ e FSC, portando il valore complessivo della strategia a quasi 14,7 milioni.
Le aree interne sono quelle identificate dentro il perimetro dei comuni montani, o parzialmente montani, che superino una certa soglia di potenziale fragilità, e periodicamente vengono aggiornate sulla mappatura nazionale basata su distanza dal centro di offerta più vicino.

