Sono stati presentati oggi, mercoledì 29 aprile, i nuovi spazi della Casa della Comunità “Valli Dolo, Dragone e Secchia” di Montefiorino, frutto di un investimento di quasi 58mila euro coperto da fondi PNRR.
La ristrutturazione, il cui risultato è stato illustrato nel corso di un open day che ha visto la partecipazione di istituzioni, associazioni di volontariato, professionisti sanitari e cittadini, ha riguardato gli interni, con la realizzazione di spogliatoi e servizi igienici ad uso dei sanitari del 118 e del personale, a cui si è accompagnata l’attivazione di nuovi servizi inquadrati nell’ambito del Progetto Salute della Montagna, nato per il rafforzamento dell’assistenza sanitaria nell’area appenninica della Provincia di Modena.
Erano presenti il Direttore generale Ausl Mattia Altini insieme ai sindaci dei comuni a cui la struttura afferisce – il Presidente della Provincia di Modena e Sindaco di Palagano Fabio Braglia, il Sindaco di Montefiorino Maurizio Paladini, il Sindaco di Frassinoro Elio Pierazzi, il Sindaco di Prignano Mauro Fantini – e la Direttrice del Distretto di Sassuolo Federica Ronchetti.
Insieme ai nuovi spazi sono stati presentati anche nuovi servizi di recente attivazione: il Punto Unico di Accesso, con compiti di accoglienza, orientamento e accesso alla rete socio-sanitaria per persone con disabilità o situazioni di fragilità sociale, e gli ambulatori di telemedicina, una delle progettualità previste dal Progetto Salute della Montagna. L’obiettivo è infatti quello di potenziare l’assistenza di prossimità, garantendo sicurezza clinica e appropriatezza, in un territorio caratterizzato da ampie distanze, bassa densità abitativa e popolazione anziana.
La struttura conferma così il suo ruolo strategico nel percorso di innovazione sanitaria in Appennino, anche grazie al supporto della comunità: presso la Casa della Comunità di Montefiorino sono presenti strumenti fondamentali per l’attività clinica di prossimità che, integrati con la rete degli specialisti ospedalieri, consentono di effettuare esami di base per i pazienti cronici e fragili evitando loro lo spostamento verso le strutture ospedaliere. Recentemente donati dalla Fondazione Banco San Geminiano e San Prospero (BSGSP), sono già in uso un Elettrocardiografo (ECG), un monitor multiparametrico, un lettino elettrico, un holter cardiaco e un holter pressorio, strumentazioni che permettono di lavorare direttamente sul territorio, con il supporto di reti digitali integrate per svolgere tutte le attività di telerefertazione in collegamento con gli specialisti.
La componente di innovazione nelle attività della struttura è elevata: nella Casa della Comunità di Montefiorino vengono eseguite infatti anche televisite assistite, al momento in ambito diabetologico, grazie alla presenza di una virtual room, sala informatica dotata della strumentazione tecnologica necessaria e di personale dedicato ai pazienti, in particolare anziani, privi di strumenti informatici o con difficoltà nel loro utilizzo. Infatti, la televisita è un tipo di prestazione sanitaria in cui normalmente il paziente rimane a casa propria e interagisce in tempo reale con gli specialisti che lo hanno già visitato una prima volta in ambulatorio e ritengono di dover monitorare nel tempo i segni e i sintomi di malattia e gli esami di laboratorio; in questo caso, invece, cambia il luogo: la Casa della Comunità con i suoi operatori diventa spazio protetto e sicuro in cui il cittadino può sottoporsi alle visite che gli sono necessarie, senza spostarsi dal suo territorio e in collegamento con gli specialisti della rete sanitaria modenese.
“Assicurare l’accesso alle prestazioni sanitarie a tutti i cittadini con principi di uguaglianza, equità e universalità è compito del servizio sanitario – affermano i Sindaci dei Comuni serviti dalle attività della Casa della Comunità, Paladini (Montefiorino), Braglia (Palagano), Fantini (Prignano) e Pierazzi (Frassinoro) –; la cura della salute è un diritto essenziale e indispensabile per contrastare lo spopolamento della montagna. I nuovi spazi ricavati all’interno della Casa della Comunità Valli Dolo, Dragone e Secchia consentiranno di innovare le politiche sanitarie su questo versante dell’Appennino modenese, avvalendosi gradualmente della telemedicina per avvicinare le nostre popolazioni ai servizi sanitari con cure capillari e di qualità”.
“La Casa della Comunità di Montefiorino – sottolinea il Direttore Generale Ausl Mattia Altini – rappresenta un esempio concreto di come gli investimenti del PNRR possano tradursi in servizi più vicini ai cittadini, soprattutto nelle aree montane. Qui stiamo rafforzando un modello di assistenza che mette al centro la prossimità, l’integrazione tra professionisti e l’uso delle tecnologie digitali, per garantire risposte appropriate anche nei contesti più complessi. Il Progetto Salute della Montagna va esattamente in questa direzione: ridurre le distanze, non solo geografiche ma anche di accesso alle cure, e offrire ai cittadini un sistema sanitario sempre più equo, moderno e capace di prendersi cura delle fragilità”.
La struttura – Distribuiti su due piani, per una superficie complessiva di circa 850 mq, nella Casa della Comunità di Montefiorino sono presenti, oltre a quelli già citati, ambulatori specialistici di diverse branche (cardiologia, dermatologia, fisiatria, geriatria, ortopedia, oculistica, nefrologico, otorino), il Punto di Infermieristica di Comunità, il Consultorio familiare, il Centro di salute mentale, la Pediatria di Comunità, il Punto Prelievi, il Punto unico di prenotazione e assistenza di base e la Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica).
La televisita assistita e le “virtual room” – La televisita assistita prevede che il paziente si rechi presso la Casa della Comunità del proprio Distretto e, con il supporto di un operatore sanitario, si colleghi con gli specialisti da una sala informatica dedicata. Questa soluzione, particolarmente indicata per pazienti anziani, privi di strumenti informatici o con difficoltà nel loro utilizzo, è attiva nelle Case della Comunità di Montefiorino, Guiglia, Montese, Fanano, Pievepelago e Zocca. In queste strutture sono state predisposte sale informatiche dedicate (virtual room), dotate della strumentazione tecnologica necessaria e di personale dedicato. Ad oggi le televisite assistite sono state effettuate nelle sedi di Zocca, Guiglia e Montefiorino, per un totale di circa 20 prestazioni con specialisti diabetologi; nelle restanti strutture (Montese, Fanano e Pievepelago) è attualmente in corso la fase di arruolamento dei pazienti.
Il Punto Unico di Accesso (PUA) – È un servizio che offre un unico riferimento per chi ha bisogni sociali e sanitari complessi, evitando di doversi rivolgere a più uffici separati. Si rivolge a persone con disabilità, non autosufficienti e a chi vive situazioni di fragilità. Inserito all’interno delle Case della comunità, il PUA orienta sui servizi disponibili, facilita l’accesso e coordina gli interventi. Dopo una prima valutazione dei bisogni, può attivare un progetto assistenziale personalizzato, condiviso con la persona e il caregiver, e ne monitora nel tempo l’efficacia. L’obiettivo è garantire un accesso semplice, integrato ed equo ai servizi, anche in ottica preventiva.

