Venerdì 8 maggio alle 17 apre al pubblico la mostra fotografica “Luce e memoria” di Tony Gentile allestita nell’ambito del Festival della legalità fino al 14 giugno a Palazzo Santa Margherita, in corso Canalgrande 103 a Modena.

L’esposizione, che ritrae tra gli altri lo scatto simbolo della lotta alla mafia, dove sono ritratti i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in un momento di complicità, sarà visitabile a ingresso libero dal mercoledì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19, sabato domenica e festivi dalle 11 alle 19. La mostra è organizzata dal Comune di Modena in collaborazione con Ago Modena Fabbriche Culturali, Poleis, Modena City of media arts e con il sostegno di Serteco.

Con questo ciclo fotografico, Tony Gentile, fotoreporter palermitano la cui carriera ha anticipato di pochi anni il tragico attacco della mafia allo Stato culminato con le stragi del 1992, consegna la presenza, il pensiero, l’esistere quotidiano di tanti palermitani, la rabbia e il dolore delle folle scosse dalle stragi del 1992, che gridano dai balconi la richiesta di giustizia in una città non più intorpidita: “Palermo vuole vivere”. Un monito per interrogarci sul nostro presente. Il fotoreporter fissa con la sua macchina fotografica non solo la brutalità della violenza di mafia, ma anche la vita per strada e il racconto della Palermo di quegli anni: la gente comune, la folla, i mercati, le feste religiose, la quotidianità. I bambini, in particolare, rappresentano un soggetto privilegiato, simbolo di rinnovamento e speranza.

Tony Gentile ha iniziato la professione di fotoreporter a Palermo collaborando con il Giornale di Sicilia e l’agenzia fotografica Sintesi, grazie alla quale ha cominciato a pubblicare le sue fotografie sui maggiori quotidiani e periodici italiani e stranieri. Nel 1992, anno delle stragi, comincia una collaborazione con l’agenzia di stampa internazionale Reuters. Dal 1997 al 2003 si divide tra il lavoro di freelance e la professione di docente di fotografia nella scuola pubblica. Nel 2003 si trasferisce a Roma dove entra a far parte dello staff della Reuters per la quale lavorerà in giro per il mondo fino al 2019. Oggi, dopo aver lasciato il mondo frenetico del fotogiornalismo di attualità, si dedica a progetti più lenti, sia fotografici sia video-documentaristici. Organizza workshop e incontri in cui racconta la propria esperienza professionale più che trentennale.