
L’operazione è stata condotta dagli Agenti della Squadra Mobile nell’ambito di una più ampia attività info-investigativa finalizzata al contrasto dei traffici illeciti e dello spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio della provincia, finalizzato all’individuazione di cittadini stranieri di origine albanese, dimoranti nelle Vie Garibaldi e Cavour Casalecchio di Reno.
Nel corso di un servizio predisposto nella mattinata dell’8 giugno nel comune di Casalecchio di Reno, gli Operatori della Squadra Mobile hanno individuato un uomo che, per atteggiamento e comportamento, ha immediatamente attirato la loro attenzione. Sottoposto a controllo mentre percorreva a piedi via Cavour, lo straniero ha dichiarato di essere un cittadino albanese esibendo un passaporto e una patente di guida apparentemente regolari.
Fin dalle prime fasi dell’accertamento, gli Agenti hanno riscontrato numerose incongruenze nelle dichiarazioni rese dall’uomo. In particolare, il soggetto si è mostrato particolarmente nervoso e non è stato in grado di fornire con precisione la propria data di nascita. Inoltre, la fotografia riportata sui documenti esibiti non corrispondeva alle sue reali fattezze.
Gli immediati approfondimenti effettuati dagli Operatori hanno consentito di accertare che i documenti mostrati appartenevano ad altra persona e che il fermato stava tentando di occultare la propria identità per sottrarsi ai controlli di Polizia.
Condotto presso gli Uffici della Questura per ulteriori verifiche e sottoposto agli accertamenti fotodattiloscopici, gli operatori hanno accertato le reali generalità del soggetto, un cittadino albanese di 41 anni ricercato dalle Autorità del proprio Paese. Lo stesso ha dichiarato di essere consapevole della propria posizione giudiziaria e di dover scontare una pena detentiva di circa 15 anni.
Gli accertamenti svolti attraverso i canali di cooperazione internazionale hanno consentito di verificare l’esistenza di una Red Notice inserita dall’Interpol nel 2018, a seguito di un provvedimento restrittivo emesso dall’Autorità Giudiziaria albanese. Dalla documentazione acquisita è emerso che il soggetto era stato condannato con sentenza definitiva emessa dalla Corte d’Appello di Tirana per il reato di tratta di esseri umani e deve espiare una pena residua pari a 13 anni, 10 mesi e 19 giorni di reclusione.
Contestualmente all’arresto, il cittadino albanese è stato denunciato per aver fornito false generalità agli Operatori di polizia ed è stato disposto il sequestro della documentazione utilizzata per eludere il controllo e mascherare la propria identità.
Dell’arresto è stata immediatamente informata la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Bologna, competente per le procedure di cooperazione giudiziaria internazionale e di estradizione. L’uomo è stato associato presso la Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna. Nella giornata di ieri, la Corte d’Appello di Bologna ha convalidato l’arresto provvisorio con nulla osta all’estradizione nel paese d’origine.

