C’è una pizzeria mobile che attraversa l’Ucraina per raggiungere villaggi, centri di accoglienza e comunità colpite dal conflitto. C’è un centro che accoglie 130 bambine, bambini e adolescenti con disabilità a Khmelnytskyi, dove una struttura educativa continua a organizzare attività, percorsi di autonomia e occasioni di socializzazione nonostante la guerra. Ci sono cinque spazi temporanei di apprendimento allestiti tra Gaza City, Khan Younis e la Middle Area, dove insegnanti, educatrici, educatori e volontari lavorano perché migliaia di minori possano continuare a studiare anche dopo aver perso la propria casa. E c’è un ospedale a Yasinia, sui Carpazi ucraini, dove i generatori installati per fronteggiare le interruzioni di corrente consentono di mantenere attivi ambulatori e servizi sanitari anche quando la guerra interrompe l’energia elettrica.

Sono queste alcune delle realtà che la Regione Emilia-Romagna ha scelto di sostenere attraverso il bando emergenza 2026 per la cooperazione internazionale, mettendo a disposizione quasi 450mila euro per sei progetti umanitari: quattro in Ucraina, per oltre 258mila euro, e due nei Territori palestinesi e nella Striscia di Gaza, per oltre 190mila euro.

Dietro questi interventi ci sono Comuni, associazioni, cooperative sociali e organizzazioni del Terzo settore dell’Emilia-Romagna che lavorano insieme a partner locali per garantire cure, istruzione, protezione e sostegno alle comunità più vulnerabili.

“Quando parliamo di cooperazione internazionale rischiamo spesso di pensare a qualcosa di lontano e astratto- afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale-. In realtà parliamo di persone, di comunità e di servizi che continuano a esistere anche nei luoghi attraversati dalla guerra. Parliamo di un ospedale che resta aperto durante i blackout, di bambine e bambini che possono continuare a studiare, di famiglie che ricevono assistenza e sostegno, di persone con disabilità che trovano spazi di inclusione e autonomia. Con questo bando scegliamo di sostenere il lavoro di tante realtà dell’Emilia-Romagna che, insieme ai partner locali, trasformano la solidarietà in interventi concreti e aiutano a mantenere viva una prospettiva di futuro anche nei contesti più difficili. È un impegno che nasce dai valori della nostra comunità regionale e dalla convinzione che non si possa restare indifferenti di fronte alle conseguenze della guerra. Dietro ciascuno di questi progetti ci sono amministratrici e amministratori locali, operatori sociali, volontarie e volontari, educatrici ed educatori, personale sanitario e organizzazioni che ogni giorno lavorano per garantire diritti fondamentali come la salute, l’istruzione e la protezione delle persone più fragili. Sostenere questo lavoro significa contribuire a mantenere aperti spazi di vita, di cura e di speranza là dove il conflitto rischia di cancellarli. Ed è anche un modo per affermare che la cooperazione internazionale non è qualcosa che riguarda altri luoghi e altre persone: è il tipo di società che vogliamo essere e il ruolo che vogliamo svolgere nel mondo”.

I progetti

In Ucraina sono quattro i progetti sostenuti dalla Regione, per un valore complessivo di oltre 258mila euro. “Una Pizza per Sperare 2” del Comune di Forlì (49.506 euro) nasce dall’idea di utilizzare il cibo come strumento di inclusione sociale e sostegno alle comunità colpite dalla guerra. Tra Ivano-Frankivsk e Kharkiv il progetto prevede la realizzazione di una cucina accessibile e l’impiego di due Pizza Truck mobili che distribuiranno 12mila pasti e 25 tonnellate di aiuti umanitari, coinvolgendo 37 beneficiari tra giovani con disabilità cognitive e veterani in percorsi di formazione e inserimento lavorativo. Un intervento che punta non soltanto a rispondere all’emergenza, ma anche a costruire opportunità di autonomia e integrazione sociale. Il progetto prevede inoltre la creazione di un tavolo di lavoro istituzionale dedicato alla disabilità e la definizione di un piano per la nascita di una cooperativa sociale inclusiva, capace di proseguire l’attività anche oltre la fase emergenziale.

“Relief – Azione di supporto coordinato alle popolazioni vulnerabili colpite dal conflitto negli oblast di Mykolaiv, Kherson e Zaporizhzhia” di Condivisione fra i Popoli (72.784 euro) è rivolto soprattutto ad anziani, persone con disabilità, donne, minori e sfollati che vivono nelle aree maggiormente esposte alle conseguenze della guerra. Il progetto raggiungerà circa 870 persone intervenendo su fronti diversi: dal miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie in tre strutture residenziali per anziani e persone con disabilità nell’oblast di Mykolaiv alla distribuzione di beni essenziali e materiali per affrontare l’inverno alle famiglie più vulnerabili di Kherson, fino al sostegno energetico e ai servizi di supporto psicologico per gli sfollati ospitati nei centri di accoglienza di Zaporizhzhia.

“Asc – Agape Supporting Communication for Every Child” della cooperativa sociale San Gaetano (89.532 euro) prosegue la collaborazione tra Casa Betania, il Comune di Albinea e la ong Agape a favore dei minori con disabilità nella regione di Khmelnytskyi. Il progetto coinvolgerà 130 bambine, bambini e adolescenti attraverso attività educative e riabilitative, percorsi per l’autonomia e l’inclusione sociale, un summer camp dedicato alle famiglie e la realizzazione di strumenti innovativi come una Sensory room per la stimolazione sensoriale e kit multimediali per la comunicazione personalizzata. È inoltre prevista l’installazione di pannelli solari per garantire continuità alle attività educative e assistenziali anche in caso di interruzioni dell’energia elettrica e per assicurare un punto di riferimento alle famiglie che utilizzano la struttura come rifugio durante gli allarmi aerei.

“S.A.L.V.A. – Sostegno all’assistenza locale e valorizzazione dell’ambulatorio di Yasinia” della Fondazione Aiutiamoli a Vivere Emilia-Romagna (46.766 euro) rafforzerà invece il sistema sanitario della cittadina della Transcarpazia, dove trovano assistenza sia i residenti sia gli sfollati interni provenienti dalle aree di guerra. L’intervento prevede l’invio di aiuti umanitari e sanitari, il potenziamento del “Cubo della Salute”, l’ambulatorio medico mobile collegato in telemedicina, per renderlo pienamente accessibile e operativo, e il rafforzamento degli spazi riabilitativi dell’ospedale destinati a veterani e persone mutilate o rese invalide dal conflitto. I beneficiari diretti stimati sono circa 4mila, mentre il bacino territoriale servito dall’ospedale supera le 40mila persone.

Nei Territori palestinesi e nella Striscia di Gaza saranno invece sostenuti due progetti per oltre 190mila euro complessivi. “Ta’ayush – Supporto psicosociale e spazi educativi sicuri per l’integrazione delle comunità sfollate in Cisgiordania” della Fondazione Avsi (93.076 euro) opererà nei governatorati di Jenin e Tulkarem, dove le operazioni militari hanno costretto oltre 38mila persone a lasciare le proprie case. Il progetto rafforzerà tre Safe spaces destinati a bambini, giovani e famiglie, offrirà supporto psicosociale a oltre 270 beneficiari, promuoverà la formazione degli insegnanti, la nascita di Parlamenti studenteschi e percorsi di assistenza e riabilitazione per persone con disabilità, coinvolgendo complessivamente circa 440 persone.

“Safe – Educazione in emergenza e supporto psicosociale per minori sfollati e le loro famiglie nella Striscia di Gaza” di EducAid (98.076 euro) interverrà invece in uno dei contesti umanitari più drammatici al mondo. Il progetto garantirà attività educative inclusive e supporto psicologico all’interno di cinque Temporary learning spaces, spazi temporanei di apprendimento destinati ai minori sfollati. Accanto alla distribuzione di materiali didattici e alle attività ludico-educative, sono previsti laboratori teatrali e narrativi per l’elaborazione del trauma, percorsi di sostegno per i genitori, attività di sensibilizzazione sui rischi legati agli ordigni inesplosi e interventi personalizzati per 100 bambine e bambini con disabilità, con l’obiettivo di garantire continuità educativa, protezione e inclusione anche in condizioni di emergenza.