Domani si apre la caccia. Dopo i giorni di preapertura in molte regioni italiane, peraltro molto
contestati dagli ambientalisti, da domani i boschi della penisola saranno attraversati da migliaia di doppiette. Sono poco meno di 700 mila gli italiani che praticano questa attività, e il loro numero è in continua diminuzione, nel 1990 erano infatti 1.500.000.


La caccia, da alcuni considerata uno sport, muove in Italia un gran numero di addetti ed anche un consistente business. Intanto, agli ordini dei cacciatori scorrazzano per i boschi e per i campi oltre 2 milioni di cani; le guardie venatorie sono
oltre 6.000.

Più in generale, la caccia produce un giro d’affari annuale di 3 miliardi di euro circa per un totale di 60.000 addetti, tra
produzione diretta e indotto. Mentre sono oltre 100 milioni gli animali selvatici uccisi.
Ma non solo gli animali pagano il prezzo della caccia: nella
scorsa stagione infatti si sono verificati 172 incidenti con 54 morti, 89 feriti e 7 invalidi.

La ripresa dell’attività a partire da domani ripropone i problemi di sempre, legati alla sicurezza e alle norme da rispettare. In particolare, i cacciatori dovranno attenersi ad
una serie di regole tassative, per il rispetto delle quali sono mobilitati gli agenti del Corpo forestale dello Stato, che controlleranno anzitutto se i cacciatori sono con i documenti in ordine.