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Unioncamere: produzione in affanno

Il 2004 si chiude con segnali nel complesso poco incoraggianti per le piccole e medie imprese manifatturiere italiane: produzione e fatturato mostrano andamenti ancora negativi; frenano le esportazioni italiane, che nel semestre centrale avevano invece sostenuto cenni di ripresa economica. Ma l’orientamento all’innovazione e alla crescita occupazionale lasciano intravedere la strada che alcune imprese hanno già iniziato a percorrere per superare le difficoltà attuali. E’ quanto emerge dall’indagine congiunturale del Centro studi di Unioncamere, relativa all’andamento nel IV trimestre dell’anno e alle previsioni per il I trimestre 2005 delle piccole e medie imprese industriali con 1-500 dipendenti.

Le prospettive per il 2005: positive per investimenti e occupazione
Decisamente caute si mostrano le imprese riguardo all’andamento del I trimestre 2005. Pari a +3 è il saldo tra attese di crescita e previsioni di diminuzione della produzione, a 0, invece, quello relativo al fatturato. Più ottimiste si dimostrano le imprese di maggiori dimensioni (+12 e +11 i valori corrispondenti). Le attese sono invece negative per le altre dimensioni d’impresa.
Malgrado questa evidente prudenza, le imprese manifatturiere proseguono il loro rafforzamento in termini di investimenti e di risorse umane.
L’indagine di Unioncamere mostra, infatti, che il 43% delle imprese manifatturiere conta di effettuare investimenti innovativi nel corso dell’anno. Di queste, il 44% prevede che gli investimenti siano superiori rispetto allo scorso anno, il 33% che siano uguali, il 23% che siano minori. A puntare di più sull’innovazione sono le imprese settentrionali (investiranno il 46% delle aziende del Nord-Est del Nord-Ovest), mentre inferiore appare la quota di imprese del Centro (36%) e del Sud (33%) disposte ad investire. Anche se prevale l’attenzione all’innovazione di processo rispetto a quella di prodotto, l’orientamento delle imprese va tuttavia verso l’introduzione di macchinari innovativi piuttosto che il solo ampliamento della capacità produttiva attuale, a conferma ulteriore dell’incertezza con la quale ancora si guarda all’evoluzione di mercato.

Buone notizie anche per quanto riguarda l’andamento dell’occupazione: per l’anno 2005 il 18,8% delle imprese manifatturiere prevede di incrementare l’occupazione nella propria azienda, il 73% prevede di mantenere immutato l’organico, mentre l’8,2% prevede contrazioni occupazionali. Nei settori del tessile-abbigliamento-calzature, però, le imprese con previsioni negative (15%) superano quelle che prevedono espansione occupazionale (12%). Guardando a quanto avvenuto nel 2004 si può affermare che si tratta di previsioni ampiamente attendibili: infatti dall’ultima rilevazione del Centro studi Unioncamere è emerso che il 93,5% delle imprese ha rispettato o addirittura incrementato le previsioni di assunzione formulate all’inizio del 2004, mentre il 6,7% ha dovuto ridimensionarle.