Home Economia Commercio estero: Coldiretti, euro forte non ferma vino

Commercio estero: Coldiretti, euro forte non ferma vino

“L’euro forte non ferma la domanda di vino Made in Italy che nel mondo fa segnare un +3% nel valore delle esportazioni come risultato di un aumento nei mercati comunitari (+2%) e nordamericani (+2,5%), ma con segnali positivi soprattutto in Paesi emergenti come la Cina dove il valore delle esportazioni raddoppia (+131%)”.

Lo rende noto la Coldiretti, dopo che l’Istat ha annunciato che nel 2004 il saldo commerciale italiano generale è negativo per la prima volta dopo 12 anni, nel sottolineare che il vino si conferma come la voce principale dell’export agroalimentare nazionale con un valore che nel 2004 potrebbe sfiorare i 3 miliardi di euro, secondo le stime elaborate sulla base dei dati relativi ai primi dieci mesi diffusi dall’Istat.

Si tratta – sostiene la Coldiretti – di un risultato positivo che giunge in occasione del “Benvenuto” al primo Brunello di Montalcino imbottigliato nel terzo millennio, una produzione di sei milioni di bottiglie destinata per i due terzi ad essere venduto all’estero. Un prestigioso portabandiera che, come la Ferrari, “traina” l’export dell’intera produzione nazionale di vino destinata per oltre la metà ai paesi dell’Unione Europea, (la maggioranza alla Germania che è il principale mercato di sbocco), mentre circa un quarto della produzione viene destinata agli Stati Uniti dove il vino Made in Italy ha conquistato nel 2004 la leadership di mercato davanti all’Australia e alla Francia, che ha fatto segnare una autentica debacle (-21% in valore).

Peraltro – sottolinea la Coldiretti – la federazione degli esportatori di vini e spiriti francesi (FEVS) ha annunciato che le vendite all’estero di vini francesi nel 2004 sono diminuite del 3,1% in valore ed il calo e’ particolarmente grave per il bordeaux (-22,3%) e per le Cte du Rhone (-14,5%). Le esportazioni nazionali di vino sul mercato statunitense – sostiene la Coldiretti – potrebbero raddoppiare se dagli accordi sul commercio internazionale nell’ambito del Wto venisse anche un chiaro segnale di stop alla “vinopirateria” e al “falso” Made in Italy.