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Inail: tumori, 821 casi origine professionale nel 2005

Sono 821 i casi di tumore di sospetta origine professionale rilevati dall’Inail in tutta Italia nel 2005. Il dato, aggiornato al 31 agosto 2005, e’ stato acquisito dalla procura di Torino nel quadro di un procedimento giudiziario.


La regione in cui si e’ avuto il maggior numero di segnalazioni e’ il Piemonte (166), dove a far la parte del leone c’e’ la provincia di Torino con 134 casi. Questa circostanza, secondo la task force di magistrati e consulenti che si occupa della questione, dimostra che nel resto d’ Italia le denunce non si riescono a raccogliere in modo sistematico come nel capoluogo piemontese, dove da dieci anni, su iniziativa del procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, e’ attivo un ”Osservatorio tumori professionali” che opera di concerto con medici e funzionari dell’Inail.
Ecco il dettaglio dei casi, regione per regione, raccolti a partire dal 1/o gennaio di quest’ anno: Abruzzo 14, Calabria 8, Campania 16, Emilia Romagna 79, Friuli Venezia Giulia 52, Lazio 23, Liguria 114, Lombardia 91, Marche 21, Molise 2, Puglia 65, Sardegna 13, Toscana 51, Trentino Alto Adige 3, Umbria 5, Valle d’ Aosta 1, Veneto 57. Quanto al Piemonte, Torino svetta sulle altre province: Alessandria 11, Asti 3, Biella 1, Cuneo 8, Novara 4, Verbania 2, Vercelli 3.
L’ ”Osservatorio” subalpino ha censito 17 mila e 800 casi sospetti solo a Torino e nel circondario, inoltrati direttamente da Asl e medici ospedalieri. Quando le indagini successive hanno accertato con chiarezza l’origine professionale della malattia sono scattati i processi, le condanne dei responsabili e i risarcimenti. ”Ma paradossalmente – commenta Guariniello – e’ una situazione iniqua perche’ c’ e’ una sproporzione gigantesca tra quanto avviene da noi rispetto al resto d’Italia, dove a mio avviso i numeri sono cosi’ esigui da non essere ragionevoli.
E’ probabile che i casi, altrove, rimangano chiusi negli archivi degli ospedali. Credo, dunque, che sarebbe bene allestire un ‘Osservatorio’ a livello nazionale, ripetendo l’esperienza che tanto bene sta funzionando a Torino”.