Home Bologna Bologna: al Sant’Orsola nuove sperimentazioni contro tumori

Bologna: al Sant’Orsola nuove sperimentazioni contro tumori

Si chiamano Amn107 e Bms354825 i due farmaci attualmente in sperimentazione all’Istituto di oncologia ed ematologia Seragnoli del Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna per combattere la leucemia mieloide cronica. Molecole innovative, presentate nell’ambito della tre giorni dedicata alle ‘New drugs in hematology’, il congresso internazionale che si e’ svolto a Palazzo Congressi di Piazza Costituzione.


A fare il punto sulla situazione, questa mattina, i presidenti del convegno Michele Baccarani, Giovanni Martinelli, Pierluigi Zinzani e i ricercatori Owen o’Connor, Michael Deininger e Jeffrey Molldrem (questi ultimi americani). Si tratta, hanno spiegato, di ”farmaci innovativi”, i cosiddetti ”intelligenti”, perche’ vanno a colpire la sola parte malata, lasciando intatte le cellule sane. E tutto cio’ con una serie di conseguenze che, oltre a rendere meno dolorosa la terapia, possono allungare la vita del paziente o comunque garantirgli un migliore stato di salute.


Nata 50 anni fa, ”e’ cresciuta – chiarisce Baccarani – e’ ancora fondamentale, ma ha fatto il suo tempo”. E il convegno bolognese, aggiunge, ”segna il passaggio dalla chemioterapia ‘ancient regime’ alla terapia intelligente, cioe’ efficiente e meno tossica”.
Proprio per questa ragione possono essere utilizzati anche per le persone anziane, rispetto alle quali la chemioterapia tradizionale non puo’ nulla a causa, appunto, dei troppi effetti collaterali e della tossicita’ dei farmaci usati. Non cadono, ha ricordato ad esempio Martinelli, i capelli. Si tratta di anticorpi monoclonali, ovvero farmaci di derivazione biologica che riconoscono la cellula tumorale e la attaccano.

Sono 50 i pazienti dell’Istituto ad oggi sotto sperimentazione: a 12 viene somministrata l’Amn107 e a 38 la Bms354825. Cure costose, pagate in Italia dal Servizio sanitario nazionale.



Il Policlinico Sant’Orsola e in particolare l’Istituto Seragnoli, si confermano ancora una volta all’avanguardia nella sperimentazione anche se, avverte Baccarani ”il cuore della biotecnologia oggi batte negli Stati Uniti, nemmeno piu’ in Europa.

L’Italia e l’Europa sono in una posizione di secondarieta”’.