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Bologna: casa, indagine Uppi

La città si ‘spopola’ a favore dei comuni dell’hinterland, dove comprare casa costa meno e allo stesso tempo si vive meglio. E’ quanto emerge da un’indagine promossa dall’Uppi, Unione Piccoli Proprietari Immobiliari di Bologna, che ha analizzato costi e tendenze del mercato immobiliare degli ultimi due anni.

Confrontando Bologna con i centri della prima periferia, cosiddetti ad alta tensione abitativa, e dividendo le categorie degli alloggi in tre tipologie (nuovo, buono stato e da ristrutturare), l’osservatorio immobiliare dell’Uppi ha rilevato la presenza di un flusso continuo di residenti laddove il mattone è un pò meno caro.

Il comune più economico è quello di Calderara di Reno. Qui un immobile nuovo costa mediamente 2.875 euro al mq e 1.600 un appartamento da ristrutturare.
La ‘maglia nera’ di questa particolare classifica spetta invece a San Lazzaro di Savena, dove una casa la si può pagare anche 4.400 euro al mq (2.800 da ristrutturare).
I prezzi del nuovo sono convenienti anche ad Anzola (2.875), San Giovanni in Persiceto (2.875), Monte San Pietro (3.025), Sasso Marconi (3.025) e Ozzano (3.100); un pò meno a Casalecchio (3.945), Zola Predosa (3.650) Granarolo (3.400), Pianoro (3.400), Castenaso (3.250) e Castel Maggiore (3.150).
Non a caso è proprio Calderara il centro in cui si registra il maggiore numero di trasferimenti dalla città, quasi 1600 negli ultimi due anni. San Lazzaro ha invece ‘rubato’ alle Due Torri 1000 nuovi abitanti, 550 Pianoro, 420 Anzola, 380 Zola e così, a scendere, tutti gli altri.

“In particolare – spiega il presidente provinciale dell’Uppi, Alberto Zanni – si tratta di giovani coppie o di lavoratori che arrivano da fuori regione, che per mettere su casa guardano ovviamente al portafogli”.
In tutto questo, Zanni legge il “fallimento delle politiche abitative della giunta cittadina, che negli ultimi due anni non ha fatto politiche mirate per la casa, non ha saputo calmierare i prezzi e contenere il degrado, che avanza anche nella periferia costringendo la gente ad allontanarsi. Inoltre i servizi offerti da Bologna, dove tasse e tariffe sono elevatissime, non sono assolutamente superiori a quelli dell’hinterland. Basti dire che per arrivare in stazione col treno da Vergato ci vogliono 45 minuti, lo stesso tempo che occorre per muoversi con l’auto dal centro verso la prima periferia”.