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Fiorano: Farsi Folli. Letture in memoria di Franco Basaglia

In questi giorni di maggio, nel 1978, fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge 180/78, Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori, la cosiddetta legge Basaglia, dal suo promotore in ambito psichiatrico Franco Basaglia. La legge fu una vera e propria rivoluzione culturale e medica, basata sulle nuove concezioni psichiatriche più umane, promosse e sperimentate in Italia da Basaglia stesso.

Prima di allora i manicomi erano poco più che luoghi di contenimento fisico, dove si applicava ogni metodo di coercizione, pesanti terapie farmacologiche e invasive, fino all’elettroshock.
Le intenzioni della legge 180 erano quelle di ridurre le manovre coercitive, instaurando rapporti umani rinnovati con il personale e la società, riconoscendo appieno i diritti e la necessità di garantire una buona qualità di vita ai pazienti.
Trattare, cioè, i malati di mente come uomini e donne, come persone in crisi, non più come individui pericolosi da nascondere in manicomi.

Per celebrare la chiusura dei centri di concentramento dei malati mentali – che, ricordiamo, anche la Germania nazista rinchiudeva nei campi -, e per ricordare la figura di medico e di umanista di Franco Basaglia, l’Associazione Korova organizza un reading letterario dal titolo Farsi folli. Letture in memoria di Franco Basaglia, che si tiene questa sera, venerdì 18 maggio, alle ore 20,30 presso la sala del Caffé del Teatro Astoria in piazza Menotti a Fiorano.

Durante la lettura saranno evocati i celebri pazzi della letteratura, da Aiace a Don Chisciotte, da Orlando al pazzo mondo di Alice, figure di sanissimi folli la cui pazzia sembra scaturire dalle emozioni più umane. Le storie delle follie letterarie saranno intervallate da brevissime riflessioni sui temi della follia nella società: i malati mentali intesi come persone complete e non come “casi clinici”; la perfetta pazzia dell’amore e dell’amicizia; l’alienazione del sano e la libertà del folle; il mondo magico dei primitivi e la schizofrenia dei contemporanei; l’indispensabile follia, connaturata all’uomo, che permette la felicità.
Un viaggio nella follia, per riconoscersi nei folli e per “farsi sempre più folli”, sempre più nuovi, sempre più creativi, sempre più umani.