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Tribunale Sassuolo: il Consiglio Comunale scrive a Mastella

Con una lettera congiunta, firmata dal Presidente del Consiglio Comunale Patrizia Barbolini e da tutti i Capigruppo in consiglio, il Civico consesso di Sassuolo chiede all’unanimità la salvaguardia della sezione distaccata di Sassuolo del Tribunale di Modena. La proposta di inviare una lettera al Ministro Mastella, avanzata dal capogruppo di Alleanza Nazionale Luca Caselli nella riunione dei Capigruppo, è subito stata accolta con favore dai colleghi che hanno sottoscritto immediatamente.

“Nella nostra qualità di Consiglieri Comunali del Comune di Sassuolo siamo con la presente a sottoporLe la delicata situazione della locale Sezione Distaccata del Tribunale di Modena, della quale, secondo le premesse di un recentissimo decreto della Corte d’Appello di Bologna, sarebbe stata richiesta la soppressione – si legge nella lettera inviata al Ministro di Grazia e Giustizia Clemente Mastella e ai presidenti ella Corte d’Appello di Bologna e del Tribunale di Modena – il problema è in realtà risalente negli anni, e vede il proprio inizio con l’istituzione delle Sezioni Distaccate in luogo delle abrogate Preture: già in quella sede si paventò la chiusura dell’Ufficio Giudiziario locale, ma il rischio fu fortunatamente scongiurato e il Ministro diede opportune rassicurazioni circa il mantenimento della struttura.
Oggi la questione pare riproporsi e non Le nascondiamo, al riguardo, sia il nostro stupore che il nostro disappunto.<
Sassuolo è il capoluogo italiano e mondiale dell’industria ceramica e rappresenta un distretto industriale con migliaia di aziende; un indotto che necessita di uffici giudiziari efficienti e che non può far riferimento in via esclusiva al Tribunale di Modena, inteso come sede centrale, specie se si considera che la citata Sezione Distaccata è competente territorialmente anche per i Comuni di Fiorano Modenese, Maranello, Montefiorino, Palagano, Frassinoro e Prignano sulla Secchia (alcuni dei quali paesi montani, la cui utenza è assai più agevolata nel raggiungere Sassuolo che non Modena). Il carico giudiziario della Sezione Distaccata di Sassuolo, al proposito, è emblematico: al 31/12/06, infatti, erano pendenti 1066 cause civili ordinarie, 114 procedimenti speciali e 282 esecuzioni mobiliari, oltre a 107 tutele, 348 procedimenti di volontaria giurisdizione e 283 procedimenti penali – prosegue la lettera a firma di Presidente e Capigruppo in Consiglio Comunale – nel 2006 sono state pronunciate 126 sentenze civili e 147 sentenze penali.
Proprio con riferimento al Tribunale Monocratico Penale, facciamo presente che Sassuolo vive, come molti Comuni italiani, un difficile momento sotto l’aspetto dell’ordine pubblico, amplificato peraltro da fatti di cronaca che sono divenuti – purtroppo – di fama nazionale; riteniamo che la chiusura degli Uffici Giudiziari rappresenti, al proposito, un segnale negativo per l’opinione pubblica, oltre che un aggravio del carico giudiziario per il già oberato Tribunale di Modena.

Infine, stupirebbe una decisione di tale portata anche alla luce del fatto che codesto On. Ministero, con nota 12/04/07 a firma del Capo Dipartimento Claudio Castelli ( prot. 119/4/567/TE-I) ha attivato le procedure per la cd. “mobilità esterna” dei dipendenti ( art. 30, D. Lgs. 165/01), assegnando alla Sezione Distaccata di Sassuolo due posti di cancelliere C1, da coprire appunto attraverso la menzionata procedura; detto positivo provvedimento non può conciliarsi, crediamo, con la chiusura dell’Ufficio, che, al contrario, necessita di personale stabile e non (come è avvenuto sin ad ora) di continui ricambi, posto che la pianta organica vede attualmente zero posti coperti sui sette previsti ( il personale in servizio, infatti, è tutto applicato da altri Uffici).
Siamo, pertanto e in sintesi – conclude la lettera – a chiederLe rassicurazioni circa il mantenimento della Sezione Distaccata di Sassuolo del Tribunale di Modena, che, come sopra accennato, abbisognerebbe anche di personale e di mezzi, al fine di garantire una sempre migliore amministrazione della Giustizia in una realtà complessa come quella del Distretto sassolese”.