
“Entrambe sono “malattie da prioni”, ma questo vuol dire solo che appartengono ad una classe di malattie simili, non che condividono lo stesso meccanismo patogenetico – spiega il professor Paolo Nichelli, direttore del Dipartimento integrato di Neuroscienze e della Clinica Neurologica del Nuovo Ospedale S.Agostino-Estense – In particolare la Malattia di Creutzfeldt-Jakob è una malattia nella stragrande maggioranza dei casi sporadica e non infettiva”.
Tornando al caso della paziente deceduta, la patologia sospettata, Malattia di Creutzfeld-Jacob, è una rara e mortale patologia degenerativa del sistema nervoso centrale che fa parte delle encefalopatie spongiformi. I normali contatti con un paziente affetto da Malattia di Creutzfeld-Jacob non rappresentano un rischio né per il personale medico e paramedico, né per i parenti e la collettività. Le precauzioni sono quelle abitualmente adottate nei confronti dei pazienti e definite “precauzioni standard”. Solamente il prelievo del liquido cefalo-rachidiano, i prelievi bioptici o l’esecuzione di autopsia richiedono il rispetto di alcune precauzioni aggiuntive. Purtroppo la certezza diagnostica per la Malattia di Creutzfeld-Jacob può essere raggiunta solo in seguito a riscontro autoptico con esame neuro-patologico che pertanto, al decesso, va sempre raccomandato. Queste rare malattie sono sorvegliate al fine di dimensionare il problema e di cogliere tempestivamente l’eventuale comparsa di varianti. In accordo con queste indicazioni lo specialista curante, già ai primi sospetti di Malattia di Creutzfeld-Jacob tradizionale, compila l’apposita scheda informativa, che va trasmessa al Dipartimento di Prevenzione dell’AUSL e al Ministero della Salute e che è prevista in forma anonima, allo scopo di tutelare la privacy di questi pazienti e dei loro famigliari.

