
Rabboni sollecita in particolare il Governo e i Parlamentari europei a sostenere la proposta – già approvata dalla Commissione agricoltura della UE, ma che dovrà ora avere il via libera dal Parlamento europeo – di ripristino degli aiuti comunitari all’ammasso privato del formaggio per diminuire i costi di stagionatura.
“Se questa proposta sarà definitivamente approvata – spiega l’Assessoreregionale – i produttori di formaggi a lunga conservazione potranno contare su due linee di aiuto convergenti, il sostegno allo stoccaggio privato appunto e la disponibilità, fortemente voluta dalla Regione Emilia – Romagna, dopo un lungo confronto tra le Regioni e il Ministero delle politiche agricole, di 40 milioni di euro da destinare al sostegno della produzione di latte di qualità per la produzione di formaggi DOP, nell’ambito delle risorse previste dall’articolo 68 del nuovo regolamento sulla Politica Agricola Comune.” Quest’ultimo provvedimento, recentemente approvato dalla Conferenza Stato-Regioni sarà operativo nei prossimi mesi e servirà appunto a sostenere il prezzo del latte.
Le iniziative della Regione a favore del settore lattiero-caseario: 14 milioni di euro in più nel PSR , 28 milioni di euro per i progetti di filiera e nuove risorse per il credito L’Assessorato regionale all’agricoltura ha scelto di destinare 14 milioni di euro in più per il settore lattiero-caseario. Si tratta di risorse del Piano regionale di sviluppo rurale che andranno a sommarsi agli oltre 35 milioni di euro già complessivamente previsti per il settore del Parmigiano Reggiano. E’ questa una delle ultime iniziative adottate in Regione per fronteggiare la grave crisi che sta attraversando il comparto lattiero-caseario. Ma non solo. Scade il 16 ottobre prossimo il bando per i progetti di filiera che prevede 28 milioni di euro di risorse pubbliche per il settore lattiero-caseario. Infine una novità sul fronte del credito. Si tratta di 1 milione e mezzo di euro, stanziati sempre dalla Regione, per abbattere il costo del denaro a favore delle aziende agricole regionali, che si aggiungono ai 500 mila euro già messi a disposizione a favore dei Consorzi Fidi, proprio per la riduzione dei tassi di interesse a favore delle aziende zootecniche coinvolte nella crisi del Parmigiano.

