Home Modena Febbre del Nilo: a Modena donazioni sicure grazie al test Nat

Febbre del Nilo: a Modena donazioni sicure grazie al test Nat

donatori_sangueLe donazioni di sangue a Modena sono assolutamente sicure. Questa è la rassicurazione che l’Azienda Ospedaliero – Universitaria Policlinico di Modena, tramite il proprio Centro Trasfusionale, e l’AVIS provinciale vogliono trasmettere alla popolazione dopo l’allarme generato da alcuni articoli apparsi sulla stampa nazionale relativamente all’influenza del Nilo (West Nile Virus) manifestatasi anche nella nostra città con un caso il 1 di settembre scorso.

“Dal 1 settembre – spiega il dottor Giuliano Montagnani, responsabile Centro Trasfusionale del Policlinico – ogni unità di sangue e/o emocomponente donata, nel nostro territorio, è sottoposta al test NAT per la ricerca del WNV (Virus del Nilo Occidentale), dove NAT sta per Nucleic Acid Test, cioè l’insieme di alcune tecniche di laboratorio, di biologia molecolare, con le quali è possibile moltiplicare (amplificare) frammenti anche estremamente piccoli di materiale genetico (DNA o RNA) in modo tale da poterlo identificare e quantificare. Lo scopo è rintracciare virus utilizzando piccole quantità di materiale. A tutt’oggi nessuna unità è risultata positiva”.

Grazie a questo accorgimento, quindi, la raccolta di sangue e/o emocomponenti procede regolarmente nella nostra Provincia secondo il calendario stabilito per ogni Sezione; a ciascun donatore verrà chiesto, nel rispetto delle norme vigenti, il consenso all’esecuzione del test sull’unità donata, come già avviene per gli altri esami cui ogni unità di sangue è sottoposta prima di essere validata per l’utilizzo sui pazienti.

Come dispone in questi casi il Centro Nazionale Sangue, vengono sospesi per 28 giorni, in via precauzionale, i donatori di Modena o transitati per Modena che si rechino a donare in città dove non viene eseguito il test specifico per questo virus. “In quelle sedi – prosegue Montagnani – al donatore viene chiesto se ha soggiornato negli ultimi tempi nelle zone a rischio e in quel caso lo si sospende per 28 giorni”.