
L’assessore Ori ha poi spiegato che, come si rileva dal piano industriale, «anche per i prossimi anni la Struttura operativa territoriale di Modena continuerà a realizzare i programmi di intervento sulla base delle scelte delle autorità locali, tra le quali la Provincia che agisce tramite Ato, e nazionali». Le nuove Strutture operative territoriali, che sostituiscono le Società territoriali, gestiranno le reti e saranno guidate da un Comitato per il territorio a cui sono assegnati i compiti che erano del Consiglio di amministrazione, tra i quali le relazioni con i clienti-cittadini e con le istituzioni locali.
Secondo Bruno Rinaldi (Pdl) l’eliminazione delle Società territoriali «provocherà un ulteriore allontanamento di Hera dal territorio. Bisognerebbe ascoltare – ha aggiunto – cosa pensano i cittadini delle sbandierate diminuzioni dei costi e miglioramento dei servizi». Monica Brunetti (Pd) ha definito «tranquillizzante l’assicurazione che il personale non sarà sostanzialmente toccato dalla riorganizzazione» e ha sottolineato come «la maggiore competitività si renda necessaria a causa delle scelte di privatizzazione del governo». Dante Mazzi (Pdl) ha poi ribadito «la necessità di un controllo attento da parte degli enti locali sui livelli e sulla qualità dell’occupazione a rischio soprattutto nei piccoli Comuni».

