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Carpi, in Consiglio comunale una interrogazione relativa al personale di Roberto Andreoli

Un’interrogazione di Roberto Andreoli (capogruppo PdL) relativa a due delibere della Giunta comunale (la numero 208 del 2009 e la numero 6 del 2010) inerenti il personale è stata presentata nel corso del Consiglio comunale di giovedì 25 febbraio scorso.

“La prima delibera in oggetto – ha spiegato Andreoli – racchiude alcune stranezze che nemmeno il tentativo di rettifica della seconda sembra cancellare. Le delibere sono di competenza dei dirigenti dell’ente che le redigono e firmano e questa appare una normale sistemazione del personale interno, tant’è che essa è il settimo stralcio di un programma triennale, ma ad un certo punto “su proposta del Presidente” si integra la presente proposta di deliberazione”. Chi è il “Presidente”? Il Sindaco? Se è lui può fregiarsi del titolo di Presidente? Può il Presidente, che sembra essere il Sindaco, proporre una modifica al testo? E’di sua competenza? Non spetterebbe al dirigente, che sentito il parere del Sindaco e/o della Giunta, rielabora il testo della delibera e la porta in approvazione in una data successiva? Quindi il Presidente propone di applicare la “norma Brunetta” cioè una disposizione diventata legge il 3 agosto 2009. Perchè c’è tutta questa fretta di applicare tale norma in vigore da ben 5 mesi? Perchè non è stata inserita nella delibera n°144 del 21 settembre 2009 che riguardava il sesto stralcio del medesimo programma triennale? La “norma Brunetta” da la possibilità alle pubbliche amministrazioni di “risolvere unilateralmente” i contratti dei dipendenti con 40 anni di contributi. Si tratta di licenziamento. La “norma Brunetta” (legge n°102 del 3 agosto 2009) basa questa azione alle norme del decreto legislativo n°165 del 2001 che attribuisce la potestà a “risolvere i contratti” ai Dirigenti a cui spetta l’adozione degli atti e dei provvedimenti amministrativi e nello specifico al Dirigente di settore cioè a chi gestisce il personale. Come è possibile quindi che sia demandato al Direttore Generale “di predisporre gli atti conseguenti” che, nella delibera di Giunta in oggetto, appaiono essere non di sua competenza? Come è possibile che la delibera sia firmata dalla Miriam Bulgarelli dirigente di quel settore Personale a cui veniva tolta una importante competenza prevista dalla legge, e solo in seconda battuta, che avrebbe dovuto autoapplicarsi? Su quali basi il Segretario comunale ha dato parere favorevole di regolarità tecnica a questo atto? Può egli farlo o ciò non spetta al dirigente responsabile del servizio – cioè Miriam Bulgarelli -? E perchè egli dà parere solo verbale? Quanti sono i dipendenti comunali – tra questi quanti dirigenti – che si trovano oggi nelle condizioni di applicabilità della “norma Brunetta”? Chi deciderà il loro licenziamento? Il Direttore Generale o esso è automatico? Quanti sono i dipendenti – tra questi quanti dirigenti – degli altri Comuni facenti parte dell’Unione Terre d’argine in questa condizione? Chi è a tutt’oggi – ha concluso Andreoli – il Dirigente di settore del Personale?”.

Alle tante domande del capogruppo del PdL ha risposto il Sindaco Enrico Campedelli. “Sull’oggetto di questa interrogazione si era aperto un dibattito in Giunta fin dall’inizio della discussione sul Bilancio preventivo 2010, e in questo atto si era inserito il recepimento della “norma Brunetta”, positiva a mio giudizio e che poteva servire a “dare gambe” alle scelte fatte con il Bilancio stesso. Da anni venivano negate proroghe a chi era in età da pensione. Quando questa delibera è stata presentata in Giunta abbiamo capito che l’assessore Borsari aveva una diversa valutazione sul tema e su come il Comune avrebbe dovuto attuarla. Il sottoscritto in qualità di Sindaco e, così come l’ha interpretato il Segretario generale, anche di Presidente della Giunta, ha posto allora il tema di inserire formalmente questo passaggio e di modificare il testo dell’atto. Nella delibera numero 6 del 2010 abbiamo dunque chiarito quello che era sancito nella numero 208 del 2009, ovvero che è il Direttore Generale a predisporre gli atti, per evitare fraintendimenti. Miriam Bulgarelli rimarrà dirigente del settore Personale finchè sarà in servizio: non conosciamo il numero dei dipendenti comunali e delle Terre d’argine interessati alla “norma Brunetta”: questo perché non siamo a conoscenza dei periodi contributivi durante i quali questi che hanno lavorato in altri enti diversi da Comune ed Unione e quelli riscattati: stiamo comunque raccogliendo i dati mancanti. Per quello che riguarda gli altri comuni membri delle Terre d’argine decideranno in autonomia cosa fare al riguardo. Ribadisco – ha concluso il primo cittadino – che non ci sono questioni di merito nei confronti delle persone interessate a questo provvedimento e rinnovo nei confronti della dottoressa Bulgarelli stima e fiducia”.

Il Segretario generale Giorgio Masini ha di seguito letto una sua nota nella quale chiariva alcuni temi relativi alla delibera 208 del 2009. Spiegando che “il Sindaco è il Presidente della Giunta, che in Giunta come in Consiglio si trattano proposte di deliberazione che possono essere approvate o emendate, che il Segretario per sua funzione partecipa con funzione consultive, referenti e di assistenza alle riunioni di Giunta e Consiglio, curando il verbale delle sedute, atto pubblico che documenta la volontà di questi organi. Nella seduta del 31 dicembre scorso il Sindaco Presidente ha presentato una proposta di emendamento integrativo tesa all’applicazione delle norme previste della “norma Brunetta”: non essendo in questo momento presente il dirigente del Servizio interessato ho reso parere di regolarità tecnica esclusivamente sull’emendamento integrativo, dando conto nel verbale che questa è attuazione di una norma di legge richiamata, una procedura che trova conferma nella prassi e nella dottrina. Quanto al termine “predisporre gli atti conseguenti” questo – ha detto – va inteso nel senso di organizzare, disporre, dando le opportune direttive a chi di competenza”.

Roberto Andreoli ha replicayo a Campedelli e Masini spiegando “che una delibera emendata dieci giorni dopo la precedente ha destato curiosità, e da qui la mia decisione di porre le domande contenute nell’interrogazione. Condivido la norma che definiamo con il nome del ministro Brunetta e che vedo condivide anche il Comune. Non capisco però l’urgenza di infilarla nella delibera del 31 dicembre visto che ancora oggi, stranamente, non abbiamo dati sui dipendenti interessati. Vedo poi una differenza tra il presiedere ed essere il Presidente e non è chiaro se il Direttore Generale può fare qualcosa che devono invece fare i dirigenti e se una delibera di Giunta sottoscritta da un dirigente possa essere cambiata: voglio portare al Ministero questo atto per capire se qualcosa non funziona e inficia tutti gli altri che sono seguiti”.