
Il documento esprime inoltre “preoccupazione per l’inaccettabile prevaricazione della politica sulle competenze tecniche di organismi indipendenti in merito alla salute dei cittadini e auspica un maggior rispetto della libertà di scelta delle donne”.
Nell’odg si sottolinea, tra l’altro, come “a oltre 30 anni dall’approvazione della legge 194, e grazie a questa legge, il numero delle interruzioni di gravidanza sia costantemente diminuito”.
L’ordine del giorno ricorda poi che “In Italia, dopo un iter lungo e più volte ostacolato dal Governo, l’AIFA ha autorizzato la commercializzazione della pillola Ru486 con modalità compatibili con quelle previste dalla stessa legge 194”.
“La Regione Emilia-Romagna -prosegue il documento – è tra le prime in Italia ad avere emanato le linee guida per il suo corretto utilizzo a salvaguardia della salute della donna e in tutta l’Unione europea, con la sola esclusione di Irlanda, Polonia e Lituania, la Ru486 è attualmente commercializzata e utilizzata”.
Nel testo si sottolinea infine come “per l’ennesima volta esponenti dell’attuale maggioranza di Governo (in particolare i neo governatori leghisti di Piemonte e Veneto) hanno utilizzato slogan fuori luogo che offendono la dignità delle donne e la professionalità dei medici e delle strutture ospedaliere e che celano la volontà di mettere in discussione il sacrosanto diritto all’autodeterminazione della donna, diritto riconosciuto esplicitamente come ‘fondamentale della persona’ anche da una sentenza della Corte costituzionale”.

