
Il piano di edilizia abitativa è stato solo uno spot senza una reale dotazione finanziaria per attuarlo. Tutto ciò mentre gli sfratti a Modena sono aumentati da 938 del 2008 a 1.442 nel 2009, di cui il 95% sono sfratti per morosità.
Nella manovra non c’è nulla per contrastare la massiccia evasione fiscale presente nel comparto della locazione che ogni anno sottrae alle casse dello Stato, Regioni e Comuni 3,5 miliardi di euro.
Dalla lotta all’evasione nel comparto della locazione potrebbero essere recuperate le risorse necessarie a sostenere politiche abitative, ma non è stata introdotta la tracciabilità del pagamento dell’affitto, né la possibilità per gli inquilini di detrarre il canone dalla dichiarazione dei redditi. Due misure che avrebbero creato quel conflitto di interesse tra proprietario e inquilino necessario a far emergere il “nero”. Altre misure necessarie per avere i canoni calmierati, sono l’introduzione della cedolare secca e le agevolazioni sull’Ici (entrambe solo sui canoni concordati).
Inaccettabile anche il ritardo degli enti locali modenesi sull’approvazione del protocollo blocca-sfratti che avrebbe dovuto essere firmato a metà giugno. Un provvedimento che darebbe risposta alle tante famiglie – che ogni giorno si rivolgono agli uffici del Sunia – sfrattate per morosità incolpevole, a causa della caduta di reddito per cassa integrazione o perdita di lavoro.
(Antonietta Mencarelli, segretario provinciale sindacato Inquilini Sunia Modena)

