
Sabattini ha ricordato che «il piano particolareggiato non è ancora arrivato alla fase della piena attuazione, e il Comune di Spilamberto ha avviato una contestazione nei confronti della proprietà per inadempimenti rispetto all’accordo di programma. Ora siamo nella fase delle controdeduzioni. Per questa ragione – ha spiegato Sabattini – non è stato ancora attivato il Comitato di vigilanza, semplicemente perché l’accordo non è mai entrato nella fase esecutiva. Ritengo – ha aggiunto – che la crisi economica abbia inciso negativamente sulla realizzazione di questo importante intervento, tuttavia mi auguro che sia possibile superare questa fase e che i privati possano completare l’intervento, nel rispetto delle norme e degli atti assunti».
Nella replica, il consigliere Dante Mazzi ha lamentato la mancanza di risposte esaurienti su alcune delle questioni poste, rilevando inoltre come «la crisi è intervenuta solo nel 2009, e non si capisce quindi dal 2004 fino all’anno scorso cosa sia stato fatto. Del resto, noi avevamo messo in guardia sui punti di debolezza del progetto».
Per Fabio Vicenzi (Udc) «si certifica una fase di stallo, e forse la politica non ha centrato tutti gli obiettivi», domandandosi infine se «dobbiamo proprio intestardirci su questo progetto». Luca Gozzoli (Pd) ha sottolineato invece come «il recupero del territorio era una grande sfida, e i risultati finora ottenuti sono importanti. Ma di recupero si parla solo da quando c’è quel progetto, perché prima nessuno ci pensava. In ogni caso – ha aggiunto – alla proprietà non si devono fare sconti, ed è lodevole l’iniziativa di messa in mora assunta dai Comuni». Per Luca Ghelfi (Pdl) «la progettualità dell’area andava rivista. Non nego che la crisi abbia inciso, ora però bisogna portare a casa il progetto e accanirsi contro la proprietà non è certamente il modo migliore».

