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Consiglio comunale straordinario presso il Nuovo Ospedale

Il Consiglio comunale di Sassuolo si è riunito in seduta straordinaria presso il Nuovo ospedale di Sassuolo nella serata di martedì 6 luglio. L’apertura dei lavori, seguiti da un nutrito numero di medici ma da una quantità ridotta di pubblico rispetto alle sedute consuete, è toccata al presidente del consiglio Francesco Rubino.

«Siamo qui per un odg monotematico – spiega rubino – dove la dirigenza dell’ospedale di Sassuolo ci parlerà della storia del nosocomio dalla data dell’insediamento nel 2005. Illustreranno anche progetti e programmi per il futuro della struttura che rappresenta una punta di eccellenza che molti non conoscono».

Sindaco Luca Caselli

«Inizio con un ringraziamento particolare all’ospedale che ci ospita, è il secondo consiglio straordinario di questo anno. Fare qui il consiglio è una cosa che io ho fortemente voluto e condiviso con la Giunta. Non credo si possa parlare dell’ospedale senza venirci, vederlo, io per primo, capire e conoscere le problematiche e soprattutto  le eccellenze del nostro ospedale.

E’ iniziato il percorso del Pal, sarà anche duro visti i tagli però è un percorso che disegna la sanità del futuro e che disegnerà la sanità del nostro territorio. E’ l’occasione per parlare di sanità in luogo deputato alla nostra salute. L’ospedale è un’eccellenza nostra città, 15 anni fa si parlava del costruendo nuovo ospedale come si parla oggi della Bretella. Questo ospedale è sorto, è nato, al di la delle polemiche durate 20 anni più; è nato con il concorso di tutte forze politiche, sociali ed economiche della nostra città e che tutti l’abbiano fortemente voluta. Noi spesso litighiamo in consiglio comunale. Sui certi temi c’è sempre stata tutto sommato condivisione. Credo che questa condivisione debba esserci anche oggi. Non voglio sembrare ipocrita e noioso. Ci sono temi su cui potremo litigare per anni, ce en sono altri su cui fare quadrato, uno di questi è la sanità.

Il consiglio ha approvato un Odg quasi all’unanimità, è un atto molto importante: il consiglio riconosce il ruolo dell’ospedale, si riconosce che ha delle eccellenze, che è una risorsa lavorativa, che tutte le forze politiche non hanno mai fatto mancare il proprio sostengo. Si impegna sindaco e giunta sulla prosecuzione della preminenza della componente pubblica e affinché non ci sia riduzione dell’attività, in particolare si impegna sulla vicenda di ortopedia 1.

Il nostro impegno non può fermarsi qui. C’è tanto lavoro da fare, ci sono ancora criticità, mi riferisco ad alcune lamentele in primis per il pronto soccorso. Dobbiamo vigilare con l’ospedale per far diventare le eccellenze sempre più eccellenze e perché non perda le competenze che oggi ha. Possiamo approfondire con la dirigenza tutti i dati per fare le nostre osservazioni al Pal. Qualcuno in riunione Pal ha parlato di logica di rete, loro vedono realtà da logica provinciale, oggi dovremmo ragionare intermini di distretto, se questa unione da noi molto caldeggiata andrà in porto. Noi egoisticamente parliamo anche di logiche di territorio perché l’ospedale è sul territorio. Dobbiamo essere i primi a guardare cosa ci interessa: il nostro ospedale. Sappiamo che la spesa sanitaria va verso contrazioni, è logico anche che Sassuolo dovrà mantenere e migliorare quello che ha. Sassuolo non deve e non farà passi indietro. Deve guardare avanti, ripartire da questa struttura e potenziare sempre di più un sistema sanitario che dobbiamo tutelare in tutti i modi. Spero che oltre a dati ci sia dibattito politico costruttivo. Si parla della città di Sassuolo e non di interessi partitici di parte, si parla del diritto alla salute che è di tutti».

Interviene il Presidente dell’ospedale di Sassuolo dottor Enrico Contini

«Quando il Sindaco ci chiese ospitalità nel nostro ospedale per discutere di questo ospedale siamo stati molto contenti di accogliere questa richiesta. Anche perché quando due anni fa venne fatto il giro negli 8 consigli comunali per illustrare la sperimentazione ci eravamo assunti l’impegno, ogni due tre anni, di fare incontri nei consigli per illustrare come andavano le cose e avere suggerimenti ed osservazioni.

In questo periodo di Pal avere conoscenza di ciò che è veramente quello che si sta facendo, quali sono i nostri limiti e obblighi e come agiamo credo sia indispensabile per tutti coloro che hanno un ruolo istituzionale e devono agire nel nuovo paino. Siamo una società mista creata ad ottobre 2002, nella prima fase sono state raccordate villa fiorita e l’ospedale civile che sono poi confluiti in questa sperimentazione gestionale decisa dalla giunta della Regione Emilia Romagna. Ad aprile 2005 siamo entrati nel nuovo ospedale, dal primo agosto 2005 l’attività è stata completata. I tre anni si sono conclusi in modo positivo il 31 luglio 2008 con il superamento fase sperimentale, ora siamo a regime con delibera giunta di febbraio 2009. La mission del nuovo ospedale è rispondere in prima battuta a quello che è il proprio mandato di soddisfare le prestazioni ospedaliere ed ambulatoriali dei cittadini residenti nel distretto di Sassuolo. E’ in una rete ospedaliera provinciale, agisce in questo ambito e quindi collabora con tutte le altre strutture sanitarie provinciali nella logica della rete. Il nuovo Pal stabilirà se sarà ancora così oppure no.

I modelli gestionali tipici di questa società sono quelli di un’impresa privata, agiamo nell’ambito del codice civile e societario con il vincolo che gli acquisti di beni e servizi avvengano con evidenza pubblica. Il 51% è detenuto da Usl mo e il 41% da To life spa. L’ospedale è proprietà dell’Usl, noi l’abbiamo in gestione. Riconosciamo loro contratto di affitto annuo di 2milioni 400mila euro l’anno. Opera in rete e si attiene alla programmazione definita a livello provinciale. La società ha vincoli che sono definiti dal contratto di fornitura. Noi stipuliamo ogni 3 anni un contratto di fornitura con l’azienda Usl che vengono aggiornati annualmente secondo le esigenze dell’azienda Usl. Prevede un limite massimo di spesa, altrimenti attireremmo troppi da fuori.

Copriamo file, l’eccesso di offerta crea troppa domanda, se superiamo il budget l’Usl non ci paga.

Non è che le code le determiniamo noi, diciamo che le code vengono definite speso e volentieri da una risorsa limitata oltre la quale l’Usl, non avendo risorse, non permette di produrre di più. Il contratto di fornitura definisce esattamente le prestazioni che vengono fatte nell’ambito del servizio sanitario nazionale. Non sono previsti utili ne perdite nel contatto di fornitura, la società deve quindi chiudere il bilancio alla pari, non è ammesso utile nell’ambito del servizio sanitario nazionale. Significa che se la società vuole fare utili deve farlo nelle attività private, come la medicina dello sport o le convenzioni con le assicurazioni. Alla data del 31 dicembre 2009 le perdite dal 2002 erano di 1milione 809mila euro, ottenuto per una perdita non indifferente nel 2005, utili nel 2006-2007-2008, mentre il 2009 è stato chiuso con una perdita di quasi 159mila euro. Significa che l’attività istituzionale ha fatto prestazioni superiori al budget. Spesso si notano articoli che dicono che non dobbiamo pensare solo al profitto, questi dati dimostrano che pensiamo alla qualità delle prestazioni e non al profitto.

L’ultimo elemento che tengo ad evidenziare razionalizzazione servizi e unità operative. Razionalizzare per noi significa essere maggiormente efficienti, con questo non creiamo maggiore utile, miglioriamo qualità e poniamo in essere ulteriori attività d’eccellenza.

Nel 2009 abbiamo avuto una perdita perché abbiamo dato inizio ad attività entrate a regime nel 2010 ma i costi sono stati sostenuti prima, come per la chirurgia plastica ricostruttiva. Abbiamo dato inizio alla chirurgia dermatologica, stiamo implementando la proctologia. Cerchiamo risparmi per investirli in qualità e nuove eccellenze. Il socio privato non sta facendo speculazione anche se avrebbe diritto di fare impresa».

Interviene il Direttore sanitario dell’ospedale di Sassuolo dottor Anselmo Campagna che illustra l’andamento delle attività sanitarie e i programmi sviluppo.

«A me spetta il compito, ingrato a volte di elencare tutte le attività svolte all’interno di questa struttura. Cercherò di non essere pesante perché il clima è caldo. In provincia di Modena ci sono strutture assistenziali territorio numerose e importanti, l’ospedale di Sassuolo si inserisce all’interno ospedali rete Usl. 8800 gli operatori sanitari, quasi 1700 medici, specialisti 524.

Nei prossimi mesi e anni dovremo modificare assetti organizzativi, dobbiamo fare in modo che le eccellenze possano essere espresse e che venga garantita e adempiuta lan mission dell’ospedale: garantire l’autosufficienza distrettuale. Con l’ambizione di sviluppare anche le eccellenze, prevalentemente in ambito chirurgico ma non solo. La popolazione è cambiata, un argomento importante. Incrementata numericamente a favore flussi migratori. Anche di questo si deve tenere conto, circa il 12% popolazione ha provenienza non locale. In provincia di Modena abbiamo garantito una spettanza di vita migliore per entrambi i generi, significa che i servizi hanno retto e dato una risposta sanitaria. Il distretto sanitario di Sassuolo è il secondo per popolosità, copre il 17% della popolazione della provincia. Abbiamo investito sulle risorse umane, il personale è di 626 unità nel 2009, mentre nel 2006 erano 506. Insomma una piccola industria, neppure tanto piccola. Abbiamo 120 medici, i dirigenti sono 132 persone. Per i posti letto siamo partiti con 224 e siamo arrivati a 272 (16 le culle nido), una struttura medio grande. Molto complessa. In totale nel 2009 i ricoveri sono stati 19.059. Abbiamo trattenuto i sassolesi e garantito qualità. I parti sono stati 1321 nel 2009, i nati 1339, i cesarei sono il 34%. La percentuale di pazienti residenti è sempre cresciuta anche a scapito del Policlinico. Progressivamente abbiamo ridotto la mobilità passiva verso le strutture del reggiano.

L’emergenza è un tasto dolente, qui è come sparare sulla croce rossa.

Noi possiamo dire con serenità che siamo un pronto soccorso che ha oltre 37500 accessi l’anno e  trattiamo quasi il 13% degli accessi di tutta la provincia, pari a quelli dell’ospedale di Carpi, certamente numericamente vicini a Baggiovara anche se su quello gravita tutta l’emergenza, soprattutto quella più grave. Su 37500 accessi nel 2009 sono pochi i codici rossi. La casistica aumentata riguarda codici bianchi e verdi, questo ha inciso in parte sui tempi di attesa. Il numero di ricoveri è costante, vuol dire che la capacità filtro del pronto soccorso è stata migliorata, siamo passati da 14.7 a 13.50% vuol dire che è riuscito a gestire direttamente un numero maggiore di casi senza ricoveri.  Queste le percentuali per codici: 69% verde, 17% bianco, 1% rosso. Si riflette su tempi di attesa. Noi abbiamo peggiorato la nostra efficienza nei tempi di attesa su codici verdi e bianchi, ma numericamente i casi trattati sono molti di più. La media di attesa è tra 1 ora e 1 ora a 20 nel 2009; i codici rossi attendono 6 minuti. Aiutato apertura fine 2006 osservazione breve intensiva, struttura che intendiamo sviluppare ed implementare.

Torniamo al concetto dell’autosufficienza distrettuale. Circa 230mila le prestazioni ambulatoriali all’anno, eccetto esami di laboratorio. Il distretto Sassuolo garantisce autosufficienza ai residenti del 68%. Risponde alle richieste della popolazione. Cardiologia: distretto risponde al 90% richieste residenti, oculistica 80%. Ortopedia copre il 58%.  Otorinolaringoiatria 74%. Medicina 67%. Endocrinologia 41%. Ostetricia 87%.

Piani di sviluppo. Recentemente è stato approvato piano allegato a vecchio Pal 2003-2005.

L’unificazione di ortopedia è stata portata avanti per rispondere ad eccellenza chirurgica. Riusciamo a garantire tutta attività artroscopia. Riusciamo a programmare per il futuro questa specifica tecnica chirurgica e riusciamo a rispondere a tutta richiesta traumatologica. E’ in animo e già in discussione l’attivazione di area unica per pazienti critici ed anche il potenziamento della chirurgia proctologica.

La lista di accreditamento ha messo in vista alcune criticità. Dobbiamo implementare il sistema di valutazione. I livelli di soddisfazione dei pazienti sono molto alti: 95% sono soddisfatti. Relazione Raccogliamo moltissime segnalazioni, nel tempo sono aumentate. Ci sono anche elogi. I reclami sono il 38%, elogi 53%, suggerimenti 6%, rilievi 3%. Rispondo personalmente a tutti i reclami».

Interviene Francesca Novaco, nuova direttrice del Distretto sanitario di Sassuolo

«Sono arrivata da qualche settimana, sono una new entry. Credo e spero ci sarà occasione per discutere anche dell’altra metà del cielo. Stasera l’attenzione vostra è sull’ospedale ma ci sono anche i servizi che forniamo in contesti alternativi all’ospedale. E’ partito il percorso del Pal, nei prossimi anni si riprogetterà sanità modenese nel suo complesso. Il totale delle prestazioni fornite nel 2009 ai soli residenti è di 258.459.

Interviene il dottor Lenzotti che spiega il percorso del Pal:  «E- in corso la fase di ascolto che dovrebbe concludersi nei primi mesi del 2011. Le criticit’ riguardano i tempi di attesa per le prestazioni specialistiche, ci sono poi meno posti letto del necessario per i lungodegenti. Altre criticità sono dovute al mancato raccordo tra vari ospedali»

Interviene Sergio Basile dell’Idv

«Non occorre coraggio per questi argomenti ma consapevolezza. Diamo atto al nuovo ospedale di tantissimi cambiamenti favorevoli. Ho seguito l’evoluzione di questo ospedale dal 1973. Ho avuto il piacere di lavorare qui, un’esperienza molto bella e che tutto sommato prosegue in maniera apprezzata da tutti. Chiaramente esistono dei problemi. Silenzio nasceva Poche sono le critiche che possono essere mosse ad un piano articolato e con prospettive future così interessanti. Approfitto per chiedere alcun informazioni su sorte ortopedia uno. E’ stato creato un buco nel’attività chirurgica di questo ospedale. Do atto al sindaco di aver espresso una riflessione su questo, sul fatto che l’ospedale deve acquisire e non perdere. Questa è una perdita, ortopedia uno faceva interventi su anca con l’esperienza di un operatore che ha sviluppato tecniche e risultati veramente soddisfacenti. Dove popolazione del distretto dovrà rivolgersi per beneficiare di questo tipo di attività chirurgica?. Due le domande: le motivazioni che hanno indotto alla chiusura e se non si ritiene che sia una perdita di professionalità per l’ospedale».

Interviene Franca Cerverizzo, della lista civica che interroga la dirigenza dell’ospedale sull’increscioso incidente avvenuto alla camera mortuaria. Un controsoffitto è caduto su una bara aperta.

 

Interviene Susanna Bonettini, Pd

«Sono imbarazzata. Questi consigli tematici da un punto di vista informazione forniscono a consiglieri e al pubblico presente delle informazioni molto interessanti e qualificate. Ringrazio relatori. Vorrei salutare e ringraziare moltissimo la nuova direttrice del distretto sanitario perché credo molto nelle politiche sanitarie integrate. Credo sia fondamentale l’integrazione tra servizi sociali e sanitari. Quando una famiglia viene toccata da un problema sanitario non si può lasciarla sola. Noi ci abbiamo lavorato molto sull’integrazione, sono contenta che si continui su questa strada. Però i consiglieri si trovano con una serie di informazioni e a dover intervenire con considerazioni che diventa difficoltoso fare in poco tempo. Una domanda che vorrei fare è rispetto alla diagnosi e cura delle malattie mentali che sono state portate all’interno dell’ospedale. Mi chiedo quale sia il rapporto tra il centro igiene mentale e le famiglie. Ci sono molte lamentele da parte delle famiglie che si sentono abbandonate. L’altra cosa è su dimissioni protette, è un problema soprattutto rispetto a certe patologie, come per anziani autosufficienti. Anziani dimessi e famiglia si trova molto spaesata. Lo sportello unico in ospedale funziona? Lo si può migliorare? Il pronto soccorso è un punto molto critico, molti cittadini abusano del pronto soccorso, certi tipi di interveti che sarebbero competenza del medico di base o della guardia medica intasano la struttura. C’è anche il problema, verificato anche di persona, dell’informazione non chiara e dei tempi di attesa che sono estremamente lunghi. Per le visite specialistiche poi i tempi sono molto lunghi, ma se pago si dimezzano. Perché? Mi spiace vedere dissenso dei medici in prima fila ma io l’ho vissuto in prima persona».

Interviene il consigliere Battani Francesco, Pdl

«Mi è capitato una settimana fa di essere ricoverato in questo ospedale, posso solo far dei complimenti per come mi hanno trattato e per come mi hanno spiegato le cose. Può darsi che i tempi della diagnostica siano lunghi, io sinceramente dico che sono stati decentemente brevi.  Ho fatto visite in altre strutture ma dal momento dell’identificazione del problema alla soluzione è passato poco tempo. Il pronto soccorso è subissato da persone che vengono con patologie leggere, mal di denti, testa, un dito schiacciato. Occorrerebbe educazione alla cittadinanza sull’uso del pronto soccorso. Speriamo prosegua l’eccellenza che c’è a Sassuolo».

Interviene Claudio Corrado, Pdl

«La mia domanda è per il direttore dell’ospedale Dottor Contini sull’argomento budget. Per ridurre le code sono inamovibili? E’ possibile rettificare questi budget?».

Interviene Andrea Lombardi, Pd

«Anche io ho iniziato a lavorare a Sassuolo, 13 anni fa. Eravamo nell’ospedale centrale, una struttura con criticità strutturali e logistiche ma che offriva prestazioni qualità grazie ad operatori. Dopo tanti anni, da 5 a questa parte c’è la  nuova struttura. Grazie a tutti quelli che ci hanno lavorato e si sono impegnati perché il nuovo ospedale nascesse. Appunto per questo rimango male quando sul giornale si attaccano l’ospedale di Sassuolo e i suoi professionisti. Mi spiace sia definito un doppione di Baggiovara, non possiamo essere d’accordo. L’ospedale con i suoi 256 posti letto rappresenta un punto di eccellenza per il territorio e tutta provincia. Sono state mantenute le vecchie attività e date nuove prestazioni. Tutto ciò è bella fotografia e anche i presupposti futuri sembrano buoni. La preoccupazione per il futuro è perché su questa sanità pende la spada della nuova finanziaria. Parliamo di pensionamenti anticipati, di mancati rinnovi contratti e turn over. Mancheranno centinaia di posti di lavoro in provincia di Modena, non so quanti siano a Sassuolo ma il di vedersi ridotta a seguito di questa finanziaria esiste e non possiamo nascondercelo. Punto fermo Pd a Sassuolo è uno: valorizzare e difendere l’ospedale di Sassuolo e i suoi professionisti. Il Pal è una grande opportunità. Valorizzare significa mantenimento discipline di base, implementazione attività specialistiche dell’intera aera sud, il terzo punto è quello di assicurare una stretta integrazione tra il nuovo ospedale di Sassuolo, Baggiovara e gli altri ospedali della rete.

Non raggiungeremo eccellenza pensando solo all’ospedale, facciamo riferimento anche ai servizi territoriali. Riteniamo che si debba investire su questi servizi che garantiscono successo politiche prevenzione, trattamento disabilità, assistenza anziani e un migliore utilizzo dell’ospedale.

Il Pal è una grande occasione per la sanità sassolese. Il Pd chiede di valorizzare il territorio di Sassuolo e il suo ospedale insieme ai servizi territoriali ponendo al centro il cittadino. Per questo abbiamo deciso di costituire un circolo sanità e welfare per dare un luogo dove cittadini e operatori si possano incontrare discutendo di questi tempi per poter fare proposte da portare poi al tavolo del Pal».

Interviene Ugo Liberi, Pdl

«Noi non possiamo che plaudere a tutta l’attività dell’ospedale di Sassuolo: faremo tutto quanto in nostro potere per agevolarne e consentirne lo sviluppo. Ci teniamo che vada sempre meglio. Una piccola analisi su dati che ho visto. Il trend è positivo e mi auguro sia in aumento proprio perché bisogna stemperare i punti di non gradimento. Al di la della lettura dei numeri è evidente che c’è qualcosa da migliorare. Io voglio solo spronare a migliorare quei dati proprio perché siamo tutti consapevoli dell’impegno e della professionalità della struttura. Più che una domanda è un auspicio».

Interviene Sandro Morini, Pd

«Consentitemi di cominciare con qualche tirata d’orecchie. La prima al presidente. Mi sento Fantozzi che sta alla proiezione del film mentre c’è la semifinale dei mondiali, guardiamo i calendari prima di scegliere le date dei consigli. Cercando di fare una riflessione che vuole essere politica domenica il Corriere della sera pubblica un’inchiesta in cui fa i conti in tasca alle sanità regionali. Viene fuori che l’Emilia Romagna è numero uno, un’eccellenza nazionale per prestazioni e ricavi. Credo sia un dato oggettivo e significativo riconosciuto dal ministero della sanità. Non si capiscono quindi le polemiche elettorali dello scorso marzo quando esponenti del Pdl venivano a dirci due cose: che la sanità modenese era in dissesto finanziario, l’altra che l’ospedale di Sassuolo era un doppione di Baggiovara. Sono due enormità politiche. Ribadiamolo che la regione ha dato più soldi alla sanità modenese per riequilibrare, sul secondo dobbiamo ricordare che è un’eccellenza.

Viviamo un momento in cui la finanziaria prevede tagli molto pesanti alla sanità regionale. Facciamo una riflessione seria sul ruolo della sanità e sulle priorità che si vogliono dare ai tagli. Se questa manovra costa 24 miliardi di euro e se il gettito che è stato prodotto dal rientro dei capitali dall’estero in Italia al 5% è stato intorno ai 5 miliardi di euro, se fosse stata fatta al 20% non avremmo dovuto tagliare soldi alla sanità. So che nessuno lo avrebbe fatto ma io mi incazzo, scusate il francesismo. A me pare che il Pal su cui stiamo lavorando proponga razionalizzazioni ma che risponde ad una logica di tagli. Allora io dico, giusto razionalizzare e mettere in rete in un sistema in cui le eccellenze sono distribuite sul territorio. Credo che Sassuolo abbia la realtà migliore, questo gioiello va difeso. Sul periodo medio ricovero, su questo qualche riflessione in più non sarebbe sbagliato porre. Vorrei capire il dato delle 503 interruzioni di gravidanza volontarie, penso ai 700 e passa interventi dia artroscopia, chiedo è un dato normale? E’ in eccesso rispetto alla tendenza provinciale?».

Interviene Massimo Benedetti, Pdl

«Visto che è stato posto in modo polemico l’argomento di tagli della finanziaria sulla sanità, chiedo se è stato fatto uno studio sull’eventuale impatto che avrà nel bilancio dell’ospedale di Sassuolo. Mi associo a quanto detto per mantenimento delle specializzazioni e perché non sia svuotato di specialità e servizi, non pensiamo sia un doppione di Baggiovara. Volevo capire che percorsi si seguono per certi tipi di prestazione, ricordando che mio figlio si è sottoposto ad un esame diagnostico e siamo dovuti andare fino a San Felice».

 

Interviene l’Assessore Claudio Casolari

«Vorrei esprimere al dottor Campagna che ci ha accompagnato nella visita all’ospedale la mia gratitudine, chi arriva qua soffre, non è di destra o di sinistra, cerca una soluzione. Ho un’ammirazione profonda per chi sceglie di curare gli altri. Se io peso 140 chili a 45 anni è perché ho avuto poche informazioni. Non mi è stato insegnato a mangiare perché miei genitori erano impegnati a lavorare molto, ero affidato ai nonni che fanno mangiare il triplo del fabbisogno normale. Una buona informazione probabilmente sottrarrebbe una parte importante delle persone che arrivano al pronto soccorso con patologie lievi. Sul territorio noi abbiamo un presidio medico che nessuno ha nominato: la farmacia. Dal vostro pulpito qualificato dovrebbe partire una esortazione a fare meglio. Vediamo se il mio medico di base o la farmacia mi danno una soluzione senza che io vada ad intasare il pronto soccorso. Un’informazione che dovrebbe passare anche dalla scuola, vediamo cosa distribuiscono le macchinette per pochi centesimi. Il Pal dovrebbe contenere una piccola finestrella della comunicazione sensibile, che è la prevenzione e rimarco ulteriormente questo aspetto. Chiamo un applauso per ringraziarvi del vostro impegno».

Interviene Enrico Contini che risponde prima su ortopedia uno: «Non è una soppressione ma una unificazione delle due ortopedie. Significa che entro settembre avremo l’ortopedia e traumatologia unificata in un’unica stecca. Le stesse prestazioni  date fino ad oggi continuano ad esser date. L’unica differenza è nella comunicazione data da Usl ad inizio anno: la provincia di Modena ha troppe protesi all’anca, dobbiamo quindi rientrare e nel 2010 non saranno nel nostro contratto di forni tura, 60-70 casi all’anno. Tutta l’altra attività di traumatologia di base vengono fatte e garantite tutte quante. Questo derivava dal Pal 2003-2005».

Risposta sul budget. «Forse nella esposizione sono stato troppo semplicistico dando per scontate troppe cose. L’Azienda Usl riceve un finanziamento che fatto 100 dalla regione deve suddividere per finanziare le attività della provincia. Una torta che va divisa in tante fette. Dalle scelte fatte nel Pal discendono i finanziamenti e i budget. Nel 2010 il nostro budget sarà maggiore rispetto al 2009».

«Sulle camere ardenti si è trattato di un triste e increscioso incidente, Un fatto puramente tecnico ci spiace di ciò che avvenuto, abbiamo fatto le nostre scuse ai familiari, sono cose che succedono. Questo ci ha permesso di fare una contestazione alla ditta che ha l’appalto per le manutenzioni, affinché rispettino le richiesta di urgenza che facciamo intervenendo immediatamente».

Interviene il Dott. Lenzotti

«L’azienda è finanziata con un fondo sanitario regionale che deriva da fondo nazionale ed è finanziato rispetto alla popolazione presente. Il bilancio dell’azienda Usl è sempre stato in aumento. Abbiamo chiuso nel 2009 con oltre 1350milioni di euro. Abbiamo tutti la necessità assoluta di mantenerci nell’equilibrio economico. Non sappiamo cosa verrà fuori da questa finanziaria. Certo siamo preoccupati, il tema dell’equilibrio economico è caro a tutti e indispensabile. Di questa torta oltre il 50% va a finanziare l’assistenza ospedaliera. Tutte le attività svolte in provincia ma anche quelle che i modenesi vanno a prendersi in altre provincie e regioni. Il 4% del finanziamento è sulla prevenzione, condivido le indicazioni dell’assessore Casolari su questo tema, il Pal dirà qualcosa su questo. Meno del 48% dei fondi stanziati va sul territorio. E’ del tutto evidente che se vogliamo che il territorio abbia maggior forza nell’offerta sanitaria dobbiamo fare in modo con soldi che avremo di far passare soldi dall’area ospedaliera all’area territoriale. Lo faremo con i giusti tempi e molto raziocinio.

Non siamo perfetti, abbiamo una serie di problemi. Ce ne sono una serie comuni agli ospedali di tutta la nazione. I problemi derivano da altre cose, come l’educazione sanitaria in riferimento all’affollamento dei pronto soccorso. Per le prestazioni specialistiche ci sono criticità, ci sono prestazioni su cui dobbiamo lavorare, oculistica rimane una criticità, in parte anche la cardiologia, non in questo distretto ma in provincia si. Credo che lavoro ci sia e si stia facendo. Non vero che quando si verifica un problema acuto, come un tumore, passano mesi prima che paziente venga operato. Viene operato entro i 30 giorni. Io ho una visione provinciale e magari in alcune zone non è proprio così. Sulle prestazioni specialistiche a pagamento è vero che non sono gli stessi di quelle convenzionate. Oggettivamente il problema è fastidioso, ma perché? La prima cosa è che le prestazioni fatte in orario di lavoro. Il problema verro è mantenere i tempi di attesa istituzionali sui parametri regionali e su molte non ci siamo, su queste dobbiamo lavorare. Sull’ortopedia quello che è cambiato è che c’è un primario in meno, questa è la realtà, tutto il resto non cambia rispetto all’offerta sanitaria. Questo ospedale che arriva dal vecchio è un’eccellenza ma anche nella vecchia sede fatiscente si faceva della buona medicina».

Interviene Anselmo Campagna sulle interruzioni di gravidanza: «Noi offriamo un servizio sociale, i nostri ginecologi e ostetrici riescono in orario di servizio, senza fare obiezione, a garantire questa attività. Ora c’è anche la Ru 486, si sta modificando la richiesta di interruzioni chirurgiche».

Interviene la Dott. Francesca Novaco

«Rispondo sul dipartimento salute mentale. sono qui da pochissimo tempo ma colgo la sua osservazione consigliere Bonettini. La prossima settimana l’ho dedicata ad un incontro con questo dipartimento, non le do ora una risposta preconfezionata. Approfondirò gli aspetti che mi ha suggerito. Il servizio dismissioni sarà potenziato con la presenza di un assistente sociale».

L’assessore Barbieri interviene per ringraziare la medicina dello sport in merito a due iniziative fatte in ospedale con l’assessorato allo sport.

Rubino ringrazia a nome del consiglio comunale e chiude la seduta.