Si è svolta ieri a Monaco di Baviera l’Assemblea Generale dei soci della locale Camera di Commercio Italiana in occasione della quale Daniela Ascari, in qualità di Vice-Presidente di Promec, ha presenziato come ospite ed ha illustrato ai presenti il quadro globale dell’economia modenese evidenziandone le numerose eccellenze.
Questa presenza da parte di Promec rientra nelle nuove linee di promozione del territorio, a suo tempo deliberate dagli organi di governo camerale, che passano attraverso l’intensificazione di legami con alcune strutture presenti nei Paesi esteri che rappresentano i principali mercati di interesse ai quali le nostre imprese si rivolgono, come appunto la Germania.
Le azioni di Promec in questi Paesi sono mirate ad incrementare gli scambi commerciali e tecnologici, ad intensificare rapporti di reciproca conoscenza, a spingere le imprese a seguire i cambiamenti veloci che il nostro mondo ci impone e ad aprire un continuo confronto territoriale ed uno scambio reciproco.
L’obiettivo di Promec è quello di lavorare sempre di più per far conoscere il nostro territorio nel mondo allo scopo di creare nuove opportunità per le nostre aziende.
“Desidero innanzitutto rivolgervi un caloroso ringraziamento per averci accolto in questa importante Assemblea Generale e per darci l’opportunità di presentare Modena e l’Emilia Romagna, terra di motori, di Ferrari, del buon cibo e di opportunità economiche e culturali – così Daniela Ascari, Vice-Presidente di Promec in apertura del suo discorso a Monaco di Baviera -.
Abbiamo accettato volentieri il vostro invito perché ci auguriamo di riuscire a creare un legame forte con la vostra prestigiosa associazione; siamo venuti volentieri in questa bellissima città perché speriamo di offrire nuove opportunità commerciali alle imprese tedesche ed a quelle italiane.
La Germania, infatti, è da sempre il principale mercato al quale le nostre imprese si rivolgono.
Intensificare gli scambi commerciali e tecnologici, intensificare i nostri rapporti per meglio conoscerci e per spingere le imprese a seguire i cambiamenti veloci che il nostro mondo ci impone, aprire un confronto territoriale ed uno scambio reciproco di opportunità, sono solo alcuni dei nostri obiettivi, obiettivi che con la vostra Camera possiamo raggiungere – ha proseguito Daniela Ascari presentando un quadro dell’economia della nostra provincia alla locale Camera di Commercio Italiana -.
Vorrei illustrarvi brevemente di seguito alcuni dei dati principali dell’economia del nostro territorio.
Nonostante la crisi economica mondiale, Modena si conferma una delle province italiane al vertice delle graduatorie con quasi 70.000 imprese, 1 ogni 10 abitanti, un indice tra i più elevati in Europa. Si tratta di aziende competitive la cui produzione di alta qualità è apprezzata a livello internazionale, è infatti nota la forte propensione delle aziende modenesi all’internazionalizzazione (siamo fra le primissime province esportatrici in Italia, con 8152 milioni di euro di merci esportate nel 2009).
In base all’analisi del prodotto interno lordo la provincia di Modena risulta la seconda più ricca dell’Emilia Romagna subito dopo Bologna. A livello nazionale, il prodotto interno lordo pro capite modenese è il quinto più alto di tutta Italia.
Analizzando la composizione del valore aggiunto per settori di attività, il settore dei servizi detiene la quota maggiore (56,3%), seguito da quello manifatturiero (36,1%) e da quello delle costruzioni (5,9%), marginale il settore agricolo (1,8%).
Per quanto riguarda l’attività di export, a livello nazionale Modena risulta essere la 7° provincia italiana in termini di valore delle esportazioni. Analizzando tale valore per settore di attività è possibile notare come la quota più consistente di esportazioni sia realizzata dal settore delle macchine e degli apparecchi meccanici seguita da quella del settore dei mezzi di trasporto e ceramico.
Il Paese che assorbe la maggior parte delle esportazioni delle nostre imprese è appunto la Germania. È per questo motivo che riteniamo importante approfondire ulteriormente i legami con questo mercato attraverso un rapporto di collaborazione con la Vostra Camera.
Il trend dell’export modenese – ha proseguito Ascari nel suo discorso – dopo aver toccato un minimo nel 2003, è in costante crescita anche quando confrontato con l’andamento dell’esportazioni nazionali.
Con riferimento alla struttura industriale della provincia indispensabile risulta sottolineare come il territorio modenese sia caratterizzato da un numero molto elevato di imprese di piccola – media dimensione.
Con riferimento alle sole esportazioni è possibile notare come i settori caratterizzati dal maggior numero di imprese che svolgono attività di export siano quello meccanico-elettronico, quello tessile e dell’abbigliamento e quello edile – ceramico.
E’ possibile analizzare più nel dettaglio i principali settori dell’economia della provincia modenese.
Il settore agroalimentare :più del 70% delle aziende svolge attività di coltivazione e orticoltura il restante 30% attività di allevamento di bestiame. I prodotti maggiormente esportati sono carni, bevande, prodotti lattiero-casearii, frutta ed ortaggi.
Il settore metalmeccanico rappresenta un settore trainante dell’economia provinciale. Il parco industriale del settore, concentrato nel comune modenese, è caratterizzato da imprese di grandi dimensioni che realizzano prodotti finiti e da una moltitudine di aziende subfornitrici che lavorano per conto terzi.
Il settore ceramico Il settore è segnato da alcuni anni dal fenomeno della delocalizzazione dell’attività produttiva nei paesi caratterizzati da basso costo della manodopera, con effetti negativi sui livelli occupazionali e sulle esportazioni.
Il trend delle esportazioni è influenzato negativamente dalla maturità del mercato, dalla concorrenza internazionale, dalla delocalizzazione in paesi in via di sviluppo e dal rallentamento dell’attività edilizia.
Anche il settore del tessile e dell’abbigliamento è caratterizzato da imprese di media – grande dimensione alle quali si affiancano microimprese specializzate nelle distinte fasi del processo produttivo. Il 36% del fatturato complessivo del settore è determinato dall’export anche se tale quota è in costante declino. I paesi di destinazione sono da sempre quelli dell’Unione europea e Russia.
Il settore biomedicale infine, nonostante il numero contenuto di imprese che conta, riveste un’importanza fondamentale nell’economia della provincia. Settore di eccellenza, a forte contenuto tecnologico ed innovativo è caratterizzato da una dimensione d’impresa elevata (più di 40 addetti). I prodotti sofisticati che vengono realizzati dalle aziende del settore sono apparecchi medicali per diagnosi e terapia, apparecchi elettromedicali e protesi ortopediche.
Ecco questo è il quadro globale dell’economia modenese. So che è sempre difficile leggere cifre e numeri e spero di non essere stata troppo lunga. Grazie di nuovo per questo invito – ha concluso la Vice Presidente di Promec – e ci auguriamo di avervi presto a Modena”.

