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Bazzano: i Brentatori festeggiano il Quarantennale

Il 7 novembre del 1970 fu ricostituita a Bazzano, all’Albergo Alla Rocca, dal suo proprietario Vittorio Rocchi, La Compagnia dell’Arte dei Brentatori, il cui nome deriva dall’omonima compagnia nata nel 1250 a Bologna, che si occupava del trasporto del vino, nelle brente coniche di legno, portate a spalla. Trascorsi quattro decenni dalla Rinascenza dell’antica Compagnia, i Brentatori hanno organizzato i Festeggiamenti del Quarantennale, che si svolgeranno domenica 21 novembre a Bazzano, con la collaborazione della Fondazione Rocca dei Bentivoglio e di Ascom Bologna.

Alle 10,30, alla Rocca dei Bentivoglio di Bazzano si svolgerà, alla presenza delle autorità e del Consiglio Maggiore dei Brentatori, vestito con i sontuosi abiti di ispirazione secentesca, l’inaugurazione aperta al pubblico della Mostra “Brentatori a Scatti percorso storico-fotografico dal 1970 ad oggi” Un interessante viaggio nella storia dei Brentatori ma anche della società., attraverso fotografie, oggetti, menù e inviti dell’epoca, reso ancora più interessante e completo, attraverso una relazione del prof. Marco Poli, anch’egli Brentatore, che dipingerà un affresco degli anni ’70. I festeggiamenti proseguiranno all’Albergo Alla Rocca, dove sarà servito un menù che riprodurrà fedelmente quello del 1970, legato alla nostra tradizione culinaria ed abbinato a vini del nostro territorio, che verranno illustrati ai presenti dai sommelier della Compagnia.

Ma chi erano i Brentatori, nel 1250? All’epoca, il contrabbando di vino era una frode tra le più comuni, perciò per regolarizzarne la vendita, i Brentatori erano autorizzati a trasportarlo, ad assaggiarlo, ed a valutarne il prezzo a seconda della qualità, infine ne riscuotevano le imposte. Furono dei grandi intenditori di vino e per questo, possiamo definirli come i primi sommelier della storia. La loro sede era nel cuore di Bologna, in via dei Dazi, oggi Via de’ Pignattari. In caso di incendio il loro ruolo cambiava radicalmente, e si mettevano a disposizione con le loro brente, per trasportare l’acqua utile a sedare le fiamme. Ancora oggi la rinata Compagnia dell’Arte dei Brentatori, partendo dalle sue antiche origini, pone il vino come valore della sua specifica tradizione e come importante elemento culturale, recuperando tradizioni o prodotti particolari nel territorio, regionale e nazionale. Dalla Rinascenza della Compagnia dell’Arte dei Brentatori del 1970,sino ad oggi, i Brentatori hanno ampliato via, via il loro raggio d’azione, tanto da arrivare in varie nazioni europee, ed oltre, sino in Kenia. Un Trebbo della Compagnia, ossia una delegazione, ha sede in Svizzera. Un momento particolare e suggestivo negli incontri dei Brentatori, chiamati Capitolo, è quello della intronizzazione, ossia dell’ingresso ufficiale nella Compagnia di nuovi Brentatori.

Il consiglio Maggiore, vestito dei solenni abiti di velluto porpora, realizzati sui disegni secenteschi di Gian Maria Mitelli, accoglie nella Compagnia i nuovi membri con una breve ma particolare cerimonia, durante la quale, alla domanda “Bevi o vattene” i futuri Brentatori bevono d’un fiato un calice di vino. Superata la prova d’ingresso. vengono riconosciuti Brentatori dal Maestro della Compagnia Vittorio Capatti, che li sfiora sulle spalle con un centenario tralcio di vite, per attestare l’avvenuto ingresso dei nuovi arrivati. (www.brentatori.it)

Una curiosità: in uno degli affreschi dell’Abbazia di Pomposa, si nota un antico Brentatore, che porta la sua brenta sulla schiena, narrando ancor oggi il suo ruolo nell’antichità.