
Bergamini ha spiegato così la sua scelta “a prescindere dalla collocazione politica, bisogna valutare le questioni senza pregiudizi, come nel caso del nuovo servizio che partirà a gennaio in fase sperimentale. Si tratta di un percorso non ancora rodato che richiede condivisione e valutazione nel tempo, fatta anche con il coinvolgimento degli operatori. Poi, determinante sarà la capacità del Comandante del Corpo Unico di coordinare i diversi presidi locali”.
Nonostante gli esperimenti simili naufragati in Regione, come riportato da un esponente del Pdl durante la seduta del Consiglio, Bergamini sottolinea che “se è vero che alcune sperimentazioni si sono concluse in modo negativo, è altrettanto vero che non sono mancate le esperienze positive che hanno portato molti benefici per i cittadini ed il territorio quali economie di scala, razionalizzazione del servizio, maggiore efficacia sul territorio, nonché occasione di crescita professionale dovute al trattamento di problematiche su larga scala”. A questo, poi, bisogna aggiungere il contributo stanziato dalla Regione per l’istituzione del servizio che coprirà il 70% del costo totale stimato in 430mila euro. Ecco perché – conclude Bergamini – “date queste premesse è da irresponsabili non attivare la sperimentazione che, naturalmente, dovrà essere sottoposta a verifica periodica dopo 6-12 mesi, come ribadito anche dal Presidente dell’Unione Comuni Area Nord, Carlo Marchini”.
(Lista civica ‘I Mirandolesi’)

