
L’ordine del giorno firmato oggi dalla presidente Sonia Masini impegna quindi la Provincia “ad impedire la realizzazione di centrali nucleari sul territorio di Reggio Emilia; a provvedere all’installazione di cartellonistica stradale per comunicare ed affermare concretamente la volontà di definirsi “territorio denuclearizzato” e sensibilizzare i cittadini a prenderne coscienza; ad aderire al Coordinamento territoriale antinucleare promosso dal Comune di Viadana e da altri Comuni della Bassa mantovana, reggiana e parmense con l’obiettivo di contrastare ogni progetto teso alla realizzazione di una centrale a Viadana, luogo pericolosamente vicino al territorio reggiano”. Non solo: “La Provincia intende anche definire impegni concreti a favore del risparmio e dell’efficienza energetici quale prime azioni da attuare per diminuire i consumi, quindi prevedere e sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili sul territorio provinciale a soddisfacimento del nostro fabbisogno”, spiega la presidente Masini, per la quale è indispensabile “diffondere la cultura delle rinnovabili incentivando momenti di incontro e di dibattito, valutare tecnologie disponibili e in fase di studio, individuare e creare prospettive di sviluppo anche in funzione degli incentivi disponibili, promuovere azioni sinergiche tra tutti gli attori coinvolti”.
Da qui, l’invito anche al Governo perché le risorse previste per il nucleare vengano trasformate in incentivi a favore dello sviluppo delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico. “Il nostro no al nucleare è forte e chiaro, così come il nostro impegno a favore delle fonti di energia ‘pulite’, che sarà anche al centro del nostro Piano Programma energetico provinciale, da approvare nel minor tempo possibile – conclude la presidente Masini – Siamo consapevoli che la sola Provincia di Reggio non può certo contrastare questo pericoloso e sbagliato ritorno al nucleare intrapreso, al di là della moratoria di un anno decisa in queste ore, dal Governo. Ma sappiamo anche di non essere soli: lo stesso presidente della Regione, Vasco Errani, si è detto contrario ad ospitare una centrale in Emilia-Romagna, ma è indispensabile che anche le Province e le Regioni confinanti si uniscano a noi in questa battaglia”.

