
Nei giorni scorsi, inoltre, erano state accolte altre otto persone: due sono a Sassuolo (un ragazzo del Mali e uno della Costa d’Avorio) sei a Mirandola (due del Togo, due del Sudan, uno del Senegal e uno del Ciad). Con i nuovi arrivi si raggiungono i 140 ospiti nel modenese, calcolando anche le oltre 30 persone con permesso di soggiorno temporaneo già presenti sul territorio di cui si sono fatti carico i Comuni.
L’ospitalità è realizzata in prevalenza con soluzioni per piccoli nuclei, a volte familiari, in strutture di alloggio individuate dai Servizi sociali dei Comuni con il supporto tecnico logistico della Protezione civile e la collaborazione di organizzazioni sociali e religiose.
Lo smistamento nei diversi comuni è stabilito sulla base delle caratteristiche delle persone in arrivo (nazionalità, presenza di famiglie, di donne, di minori) rispetto alle tipologie delle strutture di accoglienza individuate.
In questa fase i nuovi arrivi non sono più migranti con permesso di soggiorno temporaneo, ma si tratta di persone nelle condizioni di richiedenti asilo per ragioni umanitarie che quindi sono accolte con particolari modalità e procedure.
In vista della seconda fase del Piano di accoglienza definita a livello nazionale, con il coordinamento della Regione dovrà essere messo a punto anche un aggiornamento del Piano provinciale sulla base del principio dell’assistenza diffusa applicato fino a ora con l’equa distribuzione dei migranti tra i vari distretti in proporzione alla popolazione residente.

