
“Nella puntuale, sconcertante conferma dell’Istat, c’è il dato nuovo della povertà che attacca anche gli operai, oltre ai pensionati. Non si deve rimanere inerti – prosegue la sindacalista”.

“Non è più immaginabile – aggiunge Cavalletti – che esistano famiglie, fatte di pensionati e lavoratori, che vivono appena al di sopra della soglia di povertà, con il rischio che la spada di Damocle rappresentata da una spesa imprevista possa portarle a diventare irrimediabilmente povere. I dati diffusi dall’Istituto, inoltre, evidenziano una netta differenziazione tra la situazione del Nord e quella del Sud Italia, dove quasi una famiglia su quattro è risultata povera nel 2011”
“Di fronte ad una situazione come quella descritta è urgente che il governo metta in essere iniziative concrete per evitare che essa dilaghi ulteriormente e per sostenere con risorse adeguate quelle famiglie che non riescono più a sopportare una vita di stenti e di difficoltà. Le risorse, come abbiamo detto più volte, ci sono. I grandi patrimoni, gli evasori fiscali, i privilegi mai toccati: è su questi che il governo deve intervenire per aiutare i più deboli, pensionati e lavoratori, mettendo fine a questa tremenda spirale di povertà”.
“Il Governo deve mettere in campo un piano straordinario per l’occupazione – riprende Margherita Salvioli Mariani – per primo quella giovanile, un fisco a misura di famiglia, una redistribuzione della ricchezza a partire da una robusta patrimoniale. La povertà riguarda anche la nostra provincia, i dati diffusi dalla Caritas diocesana ci dicono della gravità della situazione anche a livello locale. I dati dell’osservatorio della provincia hanno evidenziato altre situazioni gravi nel territorio reggiano, i dati sugli sfratti sono allarmanti”.
“La Fnp Cisl di Reggio Emilia – conclude Cavalletti – propone alle istituzioni locali, alle parti sociali un momento di confronto per non lasciare soli famiglie, pensionati e lavoratori. Questa è un emergenza strutturale occorre discutere insieme come affrontarla, cosa possiamo fare tutti insieme”.

