Tutti e tre sono stati denunciati per rissa aggravata ma, a passare i guai peggiori saranno due fratelli che, avendo avuto la peggio, dopo essere fuggiti e ricorsi alle cure in ospedale, hanno denunciato ai carabinieri di Sant’Ilario d’Enza di essere state vittime di una rapina accusando colui che li aveva picchiati a seguito della rissa. Il provento della rapina, ovvero un cellulare ed il portafoglio, è “stranamente” risultato essere in disponibilità dei due fratelli che quindi sono stati denunciati anche per simulazione.

Le indagini dei Carabinieri di Sant’Ilario d’Enza hanno infatti rivelato che i due si erano inventati la rapina per far passare i relativi guai penali al colui che aveva avuto la meglio durante la rissa nata per futili motivi.

L’origine dei fatti la notte dell’8 novembre scorso quando una pattuglia dei carabinieri di Sant’Ilario d’Enza, su input dell’operatore al 112, interveniva in piazza IV Novembre di quel centro dove era stato segnalato uno straniero a terra insanguinato. Sul posto i militari trovavano gli operatori sanitari inviati dal 118 che stavano soccorrendo due fratelli marocchini di 26 e 21 anni, residenti a Parma e domiciliati a Sant’Ilario. I due venivano trasportati l’ospedale di Montecchio Emilia dove, dopo le cure mediche, venivano sentiti dai Carabinieri: riferivano di essere ospiti di un loro amico a Sant’Ilario d’Enza nella cui abitazione la sera del 7 novembre giungeva anche un loro connazionale 20enne. Per motivi ancora al vaglio dei carabinieri nel corso della serata i due fratelli litigavano con il connazionale passando dalle parole ai fatti con quest’ultimo che armatosi di un crick percuoteva i due fratelli inducendoli a fuggire. Prima di scappare i due riferivano che l’uomo si impossessava del loro portafoglio e del telefono cellulare.

Acquisite le dichiarazioni i militari si ponevano alle ricerche del “rapinatore” individuandolo presso la sua abitazione a Sant’Ilario d’Enza. Quest’ultimo nel confermare la lite con i due fratelli si dichiarava estraneo alla rapina venendo al riguardo confortato dalle successive risultanze investigative dei Carabinieri che accertavano la simulazione della rapina inventata per vendetta al fine di far passare i guai penali al loro aggressore. E se da un lato i tre venivano tutti denunciati alla Procura reggiana per rissa aggravata in concorso, i due fratelli venivano a loro volta denunciati anche per l’ipotesi delittuosa di simulazione di reato.