
“Con questa operazione, una cosa mai fatta prima d’ora, abbiamo voluto riprendere il significato politico di quello che è un aiuto per uscire da una condizione di bisogno, e non un diritto acquisito o addirittura ereditario – spiega l’assessore alle Politiche abitative, Riccardo Malagoli – In un momento storico come quello che stiamo vivendo crediamo che ci debba essere equità sociale: faremo di tutto per fare pagare il giusto a chi risiede nelle case pubbliche”.
Ad oggi, il Comune di Bologna ha già concluso 219 accertamenti, che hanno riguardato 196 nuclei familiari. Altre 500 raccomandate di accertamento sono partite la settimana scorsa, e 500 partiranno questa settimana.L’obiettivo dell’Amministrazione è di completare la verifica entro l’estate.
Dei 219 accertamenti conclusi, 144 hanno comportato un cambio di scaglione di reddito ISEE, con il conseguente ricalcolo del canone di affitto (nel bollettino di dicembre 2012); i restanti 75 invece non hanno comportato salti di scaglione di reddito, e quindi nessun ricalcolo del canone di affitto. Il totale dei canoni di affitto recuperati comprensivi di interesse di mora ammonta a 127.648, 98 euro.
Dei 196 nuclei familiari, 10 non erano mai stati in possesso dei requisiti per accedere alla casa pubblica, ed altri 10 li avevano persi nel corso degli anni, dopo il primo accesso. Per questi 20 nuclei familiari è già iniziato il procedimento che porterà allo sfratto. Il Comune di Bologna ha inoltre segnalato alla Procura, così come prevede la legge, 160 posizioni non conformi.

