
La domanda la pongono i presidenti delle quattro Associazioni imprenditoriali cittadine – Mauro Salvatori (Confesercenti), Silvia Manicardi (Lapam-Confartigianato), Nicola Fabbri (CNA) e Massimo Malpighi (Ascom-Confcommercio) – riunite in Rete Imprese Italia per l’area di Modena a proposito della decisione di investire sul liceo i fondi che lo Stato metterà a disposizione per sistemare una scuola in ogni provincia.
“Le argomentazioni portate (la fruibilità dei trasporti e la comodità) non ci convincono, a partire da due presupposti. Tutti i partiti, in questa campagna elettorale, stanno parlando di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente – prosegue i presidenti – senza quindi consumare nuovo territorio; inoltre tutti stanno ribadendo a più riprese che occorre promuovere e valorizzare il centro storico cittadino. Il liceo Sigonio, le ‘vecchie’ magistrali, ha sempre avuto sede in centro, in via Saragozza ed è abbastanza evidente come non si promuova il centro storico togliendo funzioni importanti, come è appunto un istituto superiore. Perché, allora, non pensare a ristrutturare la sede storica del Sigonio? Oppure, se questo non fosse possibile o se richiedesse un esborso economicamente non sostenibile, non ragionare di utilizzare uno dei (troppi) contenitori vuoti presenti nel centro di Modena? In questo modo – concludono – otterremmo un doppio importante obiettivo: sostenere il centro da una parte e non costruire su un’area attualmente priva di edifici dall’altra”.
Rete imprese Italia città di Modena rivolge il quesito relativo al futuro dell’Istituto scolastico Carlo Sigonio anche ai candidati a Sindaco per il Comune di Modena, per conoscere la loro posizione a riguardo.

