“I quaderni di Lia Traverso”, venerdì 10 aprile al Temple di Sassuolo

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    I-quaderni-Lia-TraversoVenerdì 10 aprile, alle ore 21.00 presso il Teatro Temple di via largo Bezzi, 4 a Sassuolo, va in scena lo spettacolo teatrale “I quaderni di Lia Traverso”, racconto che nasce durante il laboratorio che Ascanio Celestini ha tenuto all’università Roma Tre nel gennaio 2004, laboratorio che ha costituito una delle tappe di ricerca del suo ultimo lavoro sulla memoria del manicomio “La pecora nera”.

    Nel corso di questo lavoro, sono state raccolte le testimonianze di chi ha lavorato al Santa Maria della Pietà come infermiere o medico, vivendo direttamente il dramma dell’istituzione e battendosi a vari livelli per contrastarne la durezza fino a collaborare alla definitiva chiusura avvenuta nel 1999.

    “La mia ricerca personale è proseguita oltre il laboratorio universitario: ne è nato un racconto che nel tempo si è ampliato includendo le storie raccolte visitando i luoghi della memoria di Lia, gli ospedali in cui è stata, Genova, la sua città natale fino al fondamentale incontro con lo psichiatra che ne ho raccolto gli scritti e consegnato alla casa editrice Sensibili alle Foglie che ne ha curato la pubblicazione molti anni dopo. Grazie a quest’ultima ho potuto tenere con me il manoscritto originale di Lia per un mese, un semplice quaderno fatto di parole disegni e scarabocchi. Non avrei mai potuto raccontare la storia di Lia con la necessità che sento se non avessi fatto questo viaggio di scoperta.

    Il racconto è spaccato a metà, dissociato così come la protagonista, tra una narrazione impersonale dove si racconta la storia del manicomio e la lettura del diario di Lia dove è lei stessa a raccontarci i giorni. La semplicità dell’allestimento fa parlare la storia efficace di per sé, priva di orpelli e scarna nel racconto, poetica ed evocativa quando a parlare è la protagonista.

    Dopo aver scritto il mio racconto di Lia mettendo insieme diari, interviste e rielaborazione personale, ho continuato a cercare. Come se Lia fosse diventata un pretesto, una necessità personale di sapere, di capire, di fare un’esperienza. Così sono tornata al Santa Maria della Pietà, al Padiglione IX dove Lia era ricoverata. Sul sedile del piazzale antistante, su una di quelle panchina era poggiata una margherita bianca, fresca, appena recisa. In quel momento la mia fantasia ha creduto di riconoscere un segno di Lia, della sua abitudine a regalare fiori alle persone care”.

     

    INGRESSO CON TESSERA

     

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