
La forma giuridica La riduzione è da attribuire principalmente alla flessione delle ditte individuali (-951 unità, -3,8 per cento), ma il calo delle società di persone è molto più intenso (-10,1 per cento, pari a 269 unità). Evidente l’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata di cui si avvantaggiano le società di capitale (+160 unità, +4,0 per cento).
I settori di attività economica.
La crisi dei settori produttivi tradizionali ha colpito particolarmente le imprese giovanili, la cui riduzione continua a essere determinata soprattutto dal crollo delle costruzioni (-849 unità, -10,6 per cento), a cui si aggiunge la contenuta flessione dell’insieme del settore dei servizi (-280 unità, -1,4 per cento), e la rapida caduta delle attività nell’industria (-163 unità, -6,5 per cento). Tra i servizi si segnala per ampiezza la riduzione delle imprese del commercio e per rapidità il calo di quelle dei servizi di informazione e comunicazione.
L’unico contributo positivo sostanziale all’imprenditoria giovanile è venuto dall’agricoltura silvicoltura e pesca: +185 imprese, +9,5 per cento.


