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Settore carni, Modena ai vertici nazionali Boom dell’export. Le imprese artigiane tengono il passo

Modena è al top in Italia per valore delle esportazioni nel settore carni, è seconda in regione per numero di certificazioni Dop e Igp di prodotti a base di carne, è terza in Italia per numero di imprese e numero di addetti artigiani nel settore e quarta per indice di specializzazione nel settore artigiano, il rapporto tra il totale degli addetti del settore e il numero totale di artigiani. I dati, forniti da Lapam, sono stati illustrati a Castelnuovo Rangone durante un confronto sul tema.

Il distretto delle carni modenese, che si concentra soprattutto nella zona delle Terre dei Castelli, vanta numeri da primato. E continua a tenere a dispetto delle difficoltà.
In Emilia-Romagna 2 prodotti ogni 5 tra Dop e Igp sono a base di carne, per un totale di sedici prodotti, il più alto numero in Italia, e la provincia di Modena contribuisce producendone ben otto tra questi (Prosciutto di Modena Dop, Salamini italiani alla cacciatora Dop, Zampone Modena Igp, Cotechino Modena Igp, Mortadella Bologna Igp, Coppa di Parma Igp, Salame Cremona Igp e Agnello del Centro Italia Igp), alle spalle della sola Parma con dieci.

Il territorio modenese, sottolinea l’Ufficio Studi Lapam Confartigianato, presenta un’alta specializzazione dell’artigianato del settore. Concentrato, come detto, nei comuni delle Terre dei Castelli, questa specializzazione porta Modena tra le province con il più alto numero di aziende artigiane della lavorazione carni in Italia, nonostante il loro progressivo calo registrato negli ultimi anni. Il settore tuttavia mantiene la propria vocazione per le micro, piccole e medie imprese.

A Modena sono 521 le imprese artigiane alimentari, di queste 81 lavorano nella trasformazione delle carni, il 35,5% del comparto che a Modena ha in tutto 228 imprese. Con 81 imprese e 548 addetti nell’artigianato del settore Modena è terza a pari merito con Cuneo (che ha però meno addetti, 324) e dietro alle sole Bolzano (con 112 e 641 addetti) e Parma (con 240 e 998 addetti). Nell’ultimo anno, però, si è registrato un calo del 6,9% di queste imprese. Nel 2018 la domanda estera per la carne made in Modena, prosegue la ricerca Lapam, è in costante crescita, ha raggiunto il suo picco massimo con 660 milioni di euro, al vertice in Italia davanti a Verona e Parma. Il risultato è concentrato per più della metà (358 milioni di euro, il 54,2% del totale) verso 5 principali mercati: Germania col 24% dell’export totale ma in calo del 4,9% rispetto al 2017; Francia che diventa il secondo mercato col 17% del totale e in crescita del 15,4% tra 2017 e 2018; Danimarca terzo con il 5% dell’export e un calo dell’1,3%; Giappone quarto mercato col 4% del totale in calo del 13,7%; Regno Unito che tra 2017 e 2018 fa registrare un +9,5% per un 4% del totale delle esportazioni di carne da Modena. Infine l’indagine Lapam Confartigianato registra che un mezzo alternativo all’export per fare conoscere i propri prodotti d’eccellenza è sempre più l’e-commerce, una sfida moderna con cui guadagnare competitività sui mercati. Tra il 2017 e il 2018 in Italia l’acquisto di prodotti alimentari online è cresciuto dal 10,6% al 13,7% con un balzo in avanti di 3,1 punti.

Al termine del convegno sono state premiate le aziende Lapam storiche di Castelnuovo: Gibellini Lidia, Logel, Ganapini, Mazzi Franco, Grandi Samuele e Uguzzoni Luciano (foto).