Home Bassa modenese Studio Lapam nell’Area Nord, il calo delle imprese è molto accentuato

Studio Lapam nell’Area Nord, il calo delle imprese è molto accentuato

“Le imprese dell’Area Nord della nostra provincia sono in brusco calo da dieci anni, una vera e propria moria che ho fatto sparire più di una impresa attiva su dieci. Il terremoto ha sicuramente inciso, ma dai nostri dati si coglie come il fenomeno fosse già in movimento prima e che sia continuato dopo senza soluzione di continuità. E il calo anche nel primo semestre 2019 si conferma pesante: sembra un fenomeno inarrestabile”.

Mauro Mingotti, segretario Lapam Confartigianato Area Nord, commenta con grande preoccupazione i dati elaborati dall’Ufficio studi della stessa associazione sui comuni della zona: Camposanto, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, San Felice sul Panaro, San Possidonio e San Prospero. Il dato, tra l’altro, fa il paio con quello del polo opposto della provincia, la zona del Frignano, rilasciato pochi giorni fa sempre da Lapam Confartigianato.

Dal 2008 al 2018 sono ben 943 le imprese che mancano all’appello (con un calo dell’11,1% complessivo), da 9.014 a 8.071. “Nell’artigianato – riprende il segretario Lapam Area Nord – le cose vanno decisamente peggio e il crollo, non si può definire diversamente, è del 20%, da 3.471 a 2.809, ovvero 662 imprese artigiane attive in meno”.
Guardando poi al primo semestre 2019 lo scivolo continua: le imprese attive sono meno di 8mila (7.963) con un calo dell’1,3% rispetto al primo semestre 2018, le artigiane sono appena 2.741, il 2,4% in meno di dodici mesi prima.

L’analisi dell’Ufficio studi Lapam ha anche preso gli anni dal 2010 al 2018 per un raffronto sulle diverse categorie. In questo periodo il calo complessivo è di 786 imprese (-8,9% dal 2010 al 2018, da 8.803 a 8.071), il calo delle imprese artigiane attive arriva al 15,4%. Tra i settori segno meno per tutti: il manifatturiero crolla con il -15,8% e 243 imprese attive in meno, le costruzioni scendono del 9,2% e 132 imprese, il commercio va a picco con un -10,6% e 179 imprese sparite e gli altri settori (compresa l’agricoltura) va giù del 5,6% con un calo di 232 imprese.

L’Ufficio studi Lapam ha infine realizzato un focus su Mirandola. I dati sono praticamente sovrapponibili a quelli generali, con un calo tra 2008 e 2018 del 10,3% complessivo (da 2.461 a 2.222 imprese), l’artigianato è giù della stessa percentuale della zona, col un -20% (da 912 a 734). Leggermente meglio solo il trend del primo semestre 2019, con un calo rispetto allo stesso periodo del 2018 dello 0,9% di imprese complessive (che oggi sono 2.202) e dello 0,3% delle artigiane scese a quota 732.

“In prospettiva – conclude Mingotti – sicuramente con le tante domande che verranno presentate per il bando di rilancio dei centri storici ci sarà un rinnovamento infrastrutturale e di beni strumentali e attrezzature che renderanno più competitive le aziende della zona, ma è anche vero che le poche nuove ditte che aprono sono quasi totalmente micro imprese individuali, rarissime sono invece società più strutturate”.