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Hera potenzia la raccolta dell’olio alimentare a Bologna

Una raccolta differenziata costantemente in crescita grazie agli oltre 500 appositi contenitori messi a disposizione da Hera nelle stazioni ecologiche e alle colonnine stradali presenti in diversi comuni: si tratta della raccolta degli oli alimentari, quelli adoperati in cucina, gli oli da frittura o utilizzati per conservare gli alimenti nei vasetti. Ognuno di noi ne produce circa 5 kg all’anno. Il Gruppo Hera sul territorio servito in Emilia-Romagna nel 2017 ne ha raccolte 800 tonnellate, 850 nel 2018 e, grazie al progetto di potenziamento della raccolta realizzato, quasi 1.000 sono previste per il 2019 (il dato è stimato). L’ampliamento del parco contenitori è stato promosso anche a Bologna, in accordo con l’Amministrazione comunale, per incrementare ulteriormente questa raccolta e renderla sempre più comoda per i cittadini, aumentando in modo capillare il numero delle colonnine stradali a disposizione.

32 le nuove colonnine collocate in città

A Bologna sono 32 le nuove colonnine stradali installate complessivamente nel corso dell’estate e che si sono aggiunte alle 52 già collocate da tempo. Ora sono quindi 84 i punti di raccolta stradali a disposizione dei cittadini.

Il trend di raccolta degli oli alimentari a Bologna è costantemente in crescita. Nel 2017 sono stati conferiti dai bolognesi complessivamente circa 62 mila kg di olio alimentare, che sono saliti a 66.300 nel 2018. Nel 2019 la proiezione a fine anno è ancora in crescita e il dato stimato è pari a circa 73 mila kg, il 18% in più rispetto al 2017.

Le 32 nuove colonnine sono state posizionate nelle seguenti vie: via Petrolini 6 (a fianco della batteria di cassonetti), via Savigno 5, via Longo 12, via Torino angolo via delle Armi, via Fosse Ardeatine 12, via Manuzio 4 (lato opposto), via Speranza angolo Spadini, via Enrico De Nicola, via della Barca angolo La Pira, via Marzabotto 14, via Bergonzoni 6 (lato opposto), viale Pietramellara angolo Boldrini, via Cairoli 1, via Gramsci 1, via del Porto 12 (lato opposto), via Ugo Lenzi 8, via della Campagna 2, via Duse 1, via Cellini angolo Luca della Robbia, Piazza Aldrovandi 4 (lato opposto), via Capo di Lucca angolo Finelli, via Belle Arti 19, via del Borgo di San Pietro 69b (lato opposto), viale Oriani 26 (lato opposto), via Orfeo 31, via Cartoleria 19, via Santo Stefano 76, via San Petronio Vecchio 32, via San Procolo 2, via Capramozza 4 (lato opposto), via Frassinago 39 (lato opposto), via Peglion 25 all’interno del parcheggio dell’Istituto superiore Serpieri.

Sull’app dei servizi ambientali di Hera “Il Rifiutologo”, scaricabile gratuitamente, digitando indirizzo e numero civico è possibile visualizzare l’elenco completo e la colonnina più vicina a disposizione.

Come raccogliere gli oli alimentari

I nuovi contenitori stradali hanno una capacità di 240 litri e consentono di raccogliere agevolmente l’olio da recuperare aprendo uno sportellino. L’olio non va versato direttamente ma deve essere conferito in normali bottiglie o flaconi in plastica, chiusi con il tappo. L’olio alimentare esausto può essere sempre conferito anche presso le stazioni ecologiche di Hera sul territorio.

Un rifiuto altamente inquinante che diventa una risorsa grazie all’accordo con Eni

Lo scarto dei comuni oli vegetali da cucina (oli da frittura o utilizzati per conservare gli alimenti nei vasetti), di cui ne produciamo circa 5 kg all’anno, costituisce un rifiuto con potere altamente inquinante, in particolare se smaltito attraverso gli scarichi domestici e la rete fognaria. 1 Kg di olio vegetale esausto può distribuirsi fino a ricoprire una superficie di 1000 mq, inoltre la depurazione delle acque inquinate da olio richiede costi energetici di trattamento fino a 3kWh per ogni Kg di olio impropriamente smaltito, oltre ai costi medi per la manutenzione degli impianti di depurazione.

Anche per trasformare questa tipologia di rifiuto altamente inquinante in risorsa, Hera ha recentemente siglato una partnership con Eni finalizzata a trasformare l’olio vegetale esausto in biocarburante, che a sua volta sarà utilizzato per alimentare una parte dei mezzi aziendali per la raccolta dei rifiuti urbani. In particolare, l’accordo prevede che gli oli vegetali esausti di uso domestico, come quelli di frittura, recuperati dalla multiutility attraverso i contenitori stradali e le stazioni ecologiche, vengano inviati alla bioraffineria Eni di Venezia, a Porto Marghera, primo esempio al mondo di conversione di una raffineria di petrolio in bioraffineria, che lo trasforma in green diesel, prodotto completamente rinnovabile che costituisce il 15% dell’Enidiesel+.