
Il 3 ottobre, nella stazione di Bologna Centrale, gli Agenti della Polizia di Stato in servizio hanno identificato ed arrestato O.D., cittadino nigeriano del 2001, poiché è stato trovato in possesso di circa 3 Kg di marijuana occultati all’interno di due scatole da scarpe.
A Rimini, così come a Bologna ed in altre stazioni, i servizi sono stati effettuati congiuntamente ai militari coinvolti nel progetto “Strade Sicure”, infatti nella stessa giornata del 3 ottobre gli Agenti della Polfer di Bologna, con l’ausilio di due militari dell’Esercito, traevano in arresto J.L., cittadino nigeriano del 1993, poiché responsabile dei reati di resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. Un capotreno di un convoglio in arrivo a Bologna ha richiesto l’intervento della Polizia in quanto il viaggiatore era in possesso di un biglietto non valido. Alla vista degli operatori lo straniero ha iniziato ad opporre resistenza, prima verbale e poi fisica, rifiutandosi di seguire i poliziotti che hanno richiesto quindi l’ausilio di altri due Agenti. A fatica gli operatori sono riusciti a convincere e far avvicinare lo straniero alla porta di uscita della carrozza, poiché questo ha continuato a divincolarsi e ad opporsi al suo allontanamento dal treno. Durante l’intervento, due degli Agenti operanti, hanno riportato lesioni con prognosi di 13 e 7 giorni, mentre l’uomo è stato arrestato e accompagnato in Tribunale per il rito per direttissima. Il procedimento è stato rinviato ad altra data, e l’arrestato è tuttora in custodia cautelare in carcere.
Il 5 ottobre gli Agenti del Posto Polfer di Ferrara hanno identificato e tratto in arresto M.E, nata a Cuba nel 1998, destinataria di un provvedimento di cattura emesso dal Tribunale di Bologna a seguito di una rapina da lei commessa la scorsa estate nella città felsinea. Gli operatori, su richiesta di un capotreno, sono intervenuti per identificare la viaggiatrice, che a bordo treno era stata trovata in totale stato di choc ed immobile. La donna è stata accompagnata in ufficio, dove è stata identificata tramite le impronte digitali e poi accompagnata in ospedale per le cure del caso; una volta dimessa, è stata tradotta alla Casa Circondariale di Bologna, dove sconterà la pena di 9 mesi e 10 giorni di reclusione.
I 6 soggetti denunciati in stato di libertà si sono resi responsabili, tra l’altro, di furto aggravato, oltraggio a Pubblico Ufficiale, interruzione di pubblico servizio, rifiuto generalità, molestie ed inottemperanza al foglio di via obbligatorio.

