
«Nei primi due weekend – sottolinea Andrea Abbruzzese, presidente provinciale di Federazione Moda-Confcommercio – c’è stato, come di consueto, il picco delle vendite, mentre nelle settimane successive l’andamento è stato abbastanza piatto, condizionato negativamente da temperature decisamente miti, che non hanno certo stimolato gli acquisti dei tipici capi invernali».
Stando all’elaborazione condotta, il budget di spesa si è concentrato, in particolare, su capi di abbigliamento (per l’80%), calzature (per il 70%), sciarpe e guanti (per il 35%) e biancheria intima (per il 25%). Per quanto riguarda i prodotti più venduti, la clientela si è orientata a cercare i capi, anche di marca, che non sono stati acquistati in stagione: quelli più venduti sono stati la maglieria e i capispalla – piumini, cappotti, giubbotti – per l’abbigliamento, mentre per le calzature ai primi posti dei prodotti venduti ci sono sneakers di marca, stivaletti e tronchetti.
«In un contesto sempre più difficile, competitivo e contrassegnato da asimmetrie nel trattamento normativo e fiscale – puntualizza Abbruzzese – rimane di fondamentale importanza ripristinare parità di regole per competere sullo stesso mercato: da tempo chiediamo, a tutela del consumatore, una regolamentazione regionale che disciplini l’attività dei grandi Outlet così come – a livello nazionale piuttosto che europeo – l’introduzione di una seria web tax che ristabilisca, almeno in parte, l’enorme squilibrio di oneri fiscali oggi esistente fra i colossi dell’on-line ed i negozi di vicinato».
«Allo stesso tempo», conclude Abbruzzese, «è indispensabile che, anche grazie al supporto delle Associazioni di categoria, il commercio tradizionale aumenti gli investimenti in formazione e in innovazione perché sia capace di adattarsi ai veloci cambiamenti in atto e possa cogliere le nuove opportunità che il mercato offre e saprà offrire».

