
Lapam Confartigianato interpreta la profonda amarezza degli operatori del settore dello sci che sono stati beffati, per non dire di peggio, dalla decisione di mantenere chiusi gli impianti, decisione arrivata a 12 ore dalla riapertura: “Stiamo ricevendo decine e decine di telefonate di operatori esasperati: noleggi, alberghi, ristoranti, esercenti che hanno aperto le strutture in previsione della partenza della stagione sciistica, con spese di riscaldamento, assunzioni di dipendenti e scorte di materiale deperibile che sarà inevitabilmente da buttare. Non crediamo che saranno sufficienti gli improbabili ristori a coprire anche queste spese, figuriamoci i mancati incassi. In Appennino, nelle zone degli impianti, il clima tra gli operatori è surriscaldato e, onestamente, non si può non dar loro ragione. Oltre alla situazione economica, al limite del collasso, è bene ricordare anche la salute psicologica di queste persone, che nel corso dell’inverno sono state più volte illuse e poi beffate. Quest’ultimo stop, arrivato con queste modalità, è davvero troppo”.
Lapam conclude: “Riprendiamo le conclusioni dello stesso presidente della Regione: gli operatori si aspettano che a questo danno enorme si ponga rimedio con aiuti economici concreti e immediati. E, soprattutto, sufficienti. E’ difficile crederlo, vista la situazione, ma è l’unico modo per disinnescare una situazione di esasperazione che ha raggiunto il livello di guardia”.

