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Stalking e violenza domestica: a Reggio Emilia rinnovato il protocollo d’intesa Questura – Comunità papa Giovanni XXIII°

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Foto di Tumisu da Pixabay

Il 19 marzo scorso è stato rinnovato il protocollo d’intesa tra la questura di Reggio Emilia e la cooperativa “Centro sociale Papa Giovanni XXIII” in materia di stalking e violenza domestica, protocollo strutturato all’interno del servizio per uomini maltrattanti (SUM), nato dalla cooperativa ad ottobre 2019.

Il questore Giuseppe Ferrari e il presidente della Cooperativa Fabio Salati, hanno firmato il rinnovo del protocollo che permetterà di agevolare l’accesso al percorso trattamentale SUM, strutturato con incontri psico-educativi individuali e lavori terapeutici in gruppi per uomini  che usano/hanno usato violenza o si sentono a rischio di manifestare comportamenti violenti contro una donna. E’ un impegno condiviso dalla questura e dalla cooperativa per affrontare e contrastare, anche grazie ad un lavoro di rete, il fenomeno della violenza di genere.

“L’iniziativa è di significato notevole, attesa la complessità del fenomeno e l’esistenza di atteggiamenti di difficile interpretazione o spesso contraddittori da parte delle persone coinvolte, a causa delle particolari condizioni psicologiche in cui si trovano non solo le vittime, ma gli stessi soggetti maltrattanti. L’invito è comunque a non esitare e a rivolgersi alle forze dell’ordine o ai servizi specializzati per imparare a conoscere i comportamenti devianti e anticipare la soglia di intervento prima che gli stessi sfocino in atti di violenza o prevaricazione”, sottolinea il dr. Giuseppe Ferrari.

Per capire la portata del fenomeno, si evidenzia che nel solo anno 2020, malgrado il periodo di lockdown, sono state più di 70 le persone che si sono rivolte agli agenti della sezione “vittime vulnerabili” della divisione anticrimine della questura per denunciare violenze o semplicemente per ottenere consiglio o conforto. 28 sono invece i provvedimenti di ammonimento del questore emessi nell’anno scorso per stalking o violenza domestica. Una significativa percentuale dei soggetti “ammoniti”, peraltro, ha deciso di avvalersi del servizio per uomini maltrattanti.

“E’ un risultato importante, anche in relazione alla necessità di contrastare questo periodo storico senza precedenti” dichiara Fabio Salati, “ormai è evidente che un’altra emergenza emersa nei  periodi di lockdown durante la pandemia da Covid-19 è la situazione di accentuato rischio per le donne vittime di violenza all’interno dei contesti domestici. La convivenza forzosa ha spesso portato all’inasprirsi di situazioni relazionali già fragili o compromesse. In questo quadro particolarmente allarmante il progetto SUM (servizio uomini maltrattanti) ha continuato ad operare nel rispetto delle normative anti Covid-19 utilizzando anche videochiamate e contatti telefonici.

Nel corso del 2020 i referenti del servizio della Papa Giovanni XXIII sono stati contattati da 33 uomini che sono entrati a far parte del percorso terapeutico. Di queste 33 persone il 69% sono italiani, l’età media è tra i 30 anni e i 40 anni, quasi tutte queste persone hanno un’occupazione e il 70% ha figli.

La nostra speranza è che si riesca ad aiutare il maggior numero di persone possibile, in modo da limitare al massimo i rischi di violenza domestica; per questo motivo invitiamo tutti gli uomini che si sentono a rischio di perdere il controllo a contattare il nostro collega Giovanni Costi al 3296707298 o a scriverci a sum@libera-mente.org.