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Chiara Franceschini alla Fondazione S.Carlo analizza il dibattito teologico sull’architettura instabile dei luoghi intermedi dell’aldilà

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Martedì 20 aprile proseguono alla Fondazione Collegio San Carlo di Modena (via San Carlo, 5) le conferenze del ciclo dedicato al tema Immaginare l’altrove. Rappresentazioni dell’aldilà nelle culture religiose ideato dal Centro Studi Religiosi. Chiara Franceschini presenta la conferenza dal titolo Il destino degli innocenti. Una storia del limbo tra arte e teologia.

Chiara Franceschini è professoressa di Storia dell’arte della prima modernità presso la Ludwig-Maximilians-Universität München. Ha insegnato e condotto ricerche presso prestigiose istituzioni, tra le quali il Warburg Institute e l’University College London. I suoi studi si collocano all’incrocio tra storia dell’arte, storia della prima età moderna e cultura visuale e sono dedicati principalmente all’uso politico e religioso delle immagini, al patronage rinascimentale e all’analisi delle cappelle familiari romane. Si occupa, inoltre, di teoria e storiografia dell’arte. Tra le sue pubblicazioni: Storia del limbo (Milano 2017).

Tra il XII e il XIII secolo, alcuni teologi iniziarono a usare l’immagine del “bordo dell’inferno” (limbus inferni), prendendo in prestito dal latino classico una parola che significava “orlo” o “bordo” di una veste. Questa immagine si rivelò utile come etichetta sotto la quale classificare diverse categorie di anime, apparentemente molto diverse tra loro.

Secondo il modo di ragionare degli scolastici, tutte queste anime avevano qualcosa in comune, ma divenne presto chiaro che il tema racchiudeva potenzialità di interpretazione e di rappresentazione in possibile contrasto con i limiti teologici della salvezza. Le idee e le immagini del limbo, nelle sue diverse forme, non furono le stesse per tutti: in questo caso non conviene quindi parlare, come si fa spesso ancora oggi, negli studi sulle credenze e le rappresentazioni dell’aldilà, di “rappresentazione collettiva”.

Ho cercato di pensare a un modello diverso, che tenga conto della natura frammentaria, talvolta locale e soggettiva, delle immagini del limbo – spiega Chiara Franceschini – e rispetto a molte delle precedenti ricerche sulla nascita e la diffusione delle idee sull’aldilà, lo studio del limbo offre anche un ulteriore importante terreno di riflessione. Una delle ipotesi che ho seguito è che lo sviluppo, e forse anche l’insuccesso, del tema del limbo, e specialmente del limbo dei bambini, sia stato il frutto di un processo che, per quanto guidato dai teologi, non è unicamente riconducibile a una semplice “religione della paura” imposta dall’alto.

Ci chiederemo se la proposta del limbo non venne incontro anche a spinte dal basso, per arginare una paura – quella nei confronti di morti non pacificati, non ritualmente seppelliti e senza nome – di cui troviamo ampie tracce nella storia delle credenze religiose europee e nel bacino mediterraneo fin dall’antichità. Si prende in esame anche la produzione di pittori come Mantegna, Raffaello e Michelangelo, con una lettura iconografica acutissima che svela il significato di opere note e meno note riconducibili, almeno in parte, al tema del limbo dei bambini o dei pagani.

La conferenza sarà trasmessa esclusivamente in diretta web su www.fondazionesancarlo.it, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della Fondazione Collegio San Carlo. La conferenza, come tutte le altre del ciclo, sarà inserita nell’archivio conferenze presente su www.fondazionesancarlo.it e successivamente potrà essere gratuitamente consultata.

Per informazioni: 059.421208 – csr@fondazionesancarlo.it