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Covid, 28 ricoveri negli ospedali modenesi. Visita ai parenti ricoverati nei reparti non Covid: le regole

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Covid, 28 ricoveri negli ospedali modenesi. Visita ai parenti ricoverati nei reparti non Covid: le regoleProsegue la riduzione dei ricoveri in Azienda Ospedaliero Universitaria, che oggi sono 28. Di questi, 24 sono in degenza ordinaria, di cui 20 al Policlinico e 4 all’Ospedale Civile di Baggiovara. I ricoveri tra Terapia Intensiva e Semi Intensiva sono invece 4, tutti al Policlinico.

 

Regole di accesso agli Ospedali per i visitatori

I reparti Covid-19 si svuotano ma è importante mantenere alta la guardia nei confronti dei pazienti ricoverati non-Covid-19. Per questi pazienti, che in quanto ricoverati hanno una condizione di fragilità, un contagio sarebbe comunque pericoloso. Per questo motivo, l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena ritiene importante ribadire le regole di accesso al Policlinico di Modena e all’Ospedale Civile di Baggiovara.

Per tutti, pazienti e visitatori, l’ingresso in ospedale è presidiato da un primo check point aziendale da parte di operatori posti ai principali ingressi, che provvederanno a misurare la temperatura corporea, a verificare che tutti indossino la mascherina chirurgica. Al check point è necessario igienizzarsi le mani.

Per quanto riguarda i visitatori, l’accesso ai reparti NO COVID è consentito a un solo visitatore per volta per paziente, in fasce orarie predefinite dal Direttore e dal Coordinatore Infermieristico del reparto. L’accesso è consentito a 1-2 nominativi di familiari/conoscenti identificati per ciascun paziente.

Non potranno accedere ai reparti le persone che negli ultimi 14 giorni hanno avuto sintomi compatibili con Covid-19 (febbre, tosse secca, difficoltà respiratorie, dolori muscolari diffusi, mal di testa, raffreddore, mal di gola, congiuntivite, diarrea, perdita del senso di gusto o olfatto), oppure hanno avuto contatti stretti con casi sospetti o confermati di SARS-CoV-2 o con persone affette da sintomi compatibili con Covid-19, oppure sono stati sottoposti a quarantena e isolamento.

I visitatori dovranno compilare ogni giorno, in occasione del primo accesso, un’autocertificazione che attesta l’assenza delle condizioni sopra indicate, disponibile all’accesso e scaricabile dal portale web dell’Azienda (https://www.aou.mo.it/autocertificazione_accesso), che dovrà essere consegnata al personale del reparto. Si consiglia di scaricare preventivamente il modulo e presentarsi in ospedale con l’autocertificazione già compilata. Il personale di reparto comunicherà al visitatore il numero massimo di visite giornaliere consentite per paziente e regole aggiuntive di precauzione nel caso la tipologia di pazienti lo renda necessario.

I visitatori ammessi dovranno attenersi alle ormai note indicazioni di comportamento. È necessario mantenere le misure generali di igiene mani e igiene respiratoria (mantenimento mascherina chirurgica), mantenersi a distanza di almeno un metro dagli altri pazienti, visitatori od operatori, non sedersi sul letto, non appoggiare borse oppure oggetti sul letto, non utilizzare i servizi igienici dei degenti, prestare assistenza solo al proprio congiunto.

Si ricorda infine che di norma non sono ammesse visite all’interno dei reparti COVID e ai pazienti SARS-Cov-2 positivi, salvo casi particolari per i quali è necessario informarsi presso il personale del reparto. Per limitare lo stato d’isolamento possono essere organizzate videochiamate anche mediante i device a disposizione dei reparti COVID-19.

 

Varianti circolanti sul territorio provinciale (dato aggiornato al 17.06.2021)

Terapie Intensive. Dal 10 marzo a oggi, in base alle indicazioni regionali sullo screening con test REAL TIME PCR per la ricerca di varianti su pazienti positivi a SARS-CoV-2, i dati restano invariati rispetto alla settimana precedente: sono 177 i tamponi positivi tra i pazienti ricoverati nelle terapie intensive del Policlinico, Baggiovara e Ospedale di Carpi. In tutto, 135 (77%) tamponi hanno presentato mutazioni del virus compatibili con variante inglese, 30 (17%) i tamponi compatibili con variante brasiliana, restano 3 (2%) i tamponi con mutazioni compatibili a variante nigeriana e salgono a 7 (4%) i tamponi riscontrati senza mutazioni ascrivibili alle suddette varianti. Di questi ultimi 7 tamponi, 6 sono stati sottoposti ad analisi dell’intero genoma e i risultati ottenuti hanno evidenziato la presenza di 2 ceppi appartenenti al lineage B.1.1.420 corrispondente ad una variante già riscontrata in altre zone d’Italia, ma anche in molti altri Paesi.

Continua il programma di monitoraggio regionale sulla diffusione varianti per il mese di giugno con un secondo invio di tamponi positivi al laboratorio di riferimento regionale (IZSLER di Parma) per essere sottoposti all’analisi di sequenziamento genomico. Si ricorda che tutti questi tamponi vengono scelti a caso tra tutti quelli risultati positivi a livello provinciale. Siamo tuttora in attesa dei risultati sia del primo che del secondo invio.

Dato provinciale. Ad oggi, nella nostra provincia sono stati analizzati mediante sequenziamento del genoma, 105 tamponi che hanno permesso di riscontrare 79 ceppi di variante inglese corrispondente al 75%, 14 ceppi di variante brasiliana corrispondente all’13%, 1 ceppo di variante nigeriana corrispondente all’1%, di 2 ceppi lineage B.1.1.420 corrispondente al 2% e 9 ceppi virali non variante corrispondente al 9%. Mi preme sottolineare che la variante B.1.1.420 è una variante già riscontrata in altre zone d’Italia, ma anche in molti altri Paesi e non desta preoccupazione.  Ancora non sono stati riscontarti in provincia, casi di variante indiana.

Un virus quando si riproduce replica il suo acido nucleico – ricorda la dottoressa Monica Pecorari, Responsabile laboratorio Virologia e Microbiologia Molecolare Policlinico di Modena – Durante la replicazione possono accadere errori di incorporazione dei nucleotidi di cui è costituito generando mutazioni. Si tratta quindi di una cosa del tutto naturale Un virus che presenta una o più mutazioni viene definito “variante” del virus originale. I coronavirus, come tutti i virus, cambiano continuamente attraverso le mutazioni e pertanto la comparsa di varianti fa parte del loro processo evolutivo. Alcune mutazioni non porteranno ad alcun cambiamento nel virus, ma altre potranno fornire un vantaggio selettivo come, per esempio, una maggiore trasmissibilità o la capacità di eludere la risposta immunitaria dell’ospite.”

 

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