La provincia di Reggio Emilia ha visto durante i primi tre mesi di quest’anno notevoli risultati nel commercio internazionale. “Tra gennaio e marzo – sottolinea il presidente Lapam Confartigianato Gilberto Luppi – è stato raggiunto un record di export in valore, con Reggio Emilia che supera i 3 miliardi di euro, vale a dire circa un sesto (il 16,1%) del valore delle esportazioni regionali.

Purtroppo a questo record è poi seguita la guerra e le conseguenti tensioni internazionali che fanno non solo preoccupare molto, ma che stanno già facendo sentire effetti pesanti per il nostro tessuto economico e produttivo”. Il presidente Lapam fa riferimento a una accurata indagine dell’Ufficio Studi Lapam che presenta risultati positivi non solo in termini assoluti, ma anche in rapporto agli anni passati. Le esportazioni della provincia di Reggio Emilia nei primi 3 mesi del 2022, infatti, salgono del 21,8% rispetto al I trimestre dell’anno precedente, e i livelli sono superiori anche rispetto allo stesso periodo del 2019 (+20,4%). È tuttavia da tenere in considerazione il contesto di crescente inflazione: l’aumento del valore delle esportazioni è influenzato dall’andamento dei prezzi all’esportazione che ad aprile 2022, per i prodotti manufatturieri no energy, salgono del +12,6%, in accelerazione rispetto al +11,5% registrato a marzo. Oltre un terzo delle esportazioni reggiane (il 35,8%) è dovuto a macchinari e apparecchiature, a seguire vi sono articoli di abbigliamento (12,5%) e prodotti della metallurgia (10,9%). Tra i principali prodotti esportati, quelli che hanno visto una crescita maggiore rispetto al I trimestre del 2021 sono articoli in pelle (+89,1%), prodotti chimici (+46,7%) e prodotti della metallurgia (+44,1%).

L’Ufficio Studi Lapam evidenzia anche come la manifattura reggiana esporti verso i paesi al di fuori dell’UE per il 37,6%, mentre la maggior parte (il 62,4%) rimane all’interno dell’Unione Europea, gli aumenti più accentuati si notano verso Belgio (+45%), Spagna (+36%) e Polonia (+32,5%). Va precisato che la buona performance delle vendite del made in Italy sui mercati dell’America settentrionale è sostenuta dalla svalutazione del cambio, con l’euro che nei primi quattro mesi del 2022 si è deprezzato sul dollaro del 7,6% su base annua.

Venendo a un focus sull’export delle micro e piccole imprese si nota come i settori dell’alimentare, moda, legno e mobili, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria vedano oltre il 60% dei lavoratori impiegati in micro e piccole imprese. Le esportazioni di questi comparti vengono dunque definite ‘export di MPI’ perché a concorrere al loro valore sono in larga parte proprio le MPI del territorio. Si tratta di settori che con i loro prodotti rappresentano un quarto (il 25,1%) dell’export manifatturiero reggiano. Nel suo complesso l’export di MPI registra di Reggio Emilia nel I trimestre 2022 una performance positiva sia rispetto allo stesso periodo 2021 che rispetto agli stessi mesi del 2019, rispettivamente con un +25,1% e un +7,7%.

Va inoltre notato che al I trimestre di quest’anno anche il comparto della moda (formato da tessile, abbigliamento e calzature) supera il livello delle esportazioni pre Covid con un +3,9% in provincia. Nel dettaglio, a Reggio Emilia la metà dell’export MPI  è dovuta a esportazioni di articoli di abbigliamento, e sul primo trimestre 2021 si registra una crescita maggiore per l’export articoli in pelle (+89,1%), legno (+79,2%) e prodotti tessili (+43,3%).

 

 

 

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