
In questi anni si è assistito al crollo delle nascite di nuove edicole. In Emilia-Romagna, regione da quasi 4,5 milioni di abitanti, ne sono nate soltanto 8. In Italia attualmente è presente un’edicola ogni 5mila abitanti, un fattore che contribuisce ulteriormente alla crisi di vendita dei quotidiani, che hanno maggiori difficoltà a raggiungere il pubblico. Questo porta inesorabilmente ad una progressiva ed inevitabile desertificazione culturale: le edicole svolgono infatti un ruolo importante come presidio culturale in molte comunità e contribuiscono alla promozione della lettura, fornendo accesso a una varietà di materiale stampato. Proprio per il loro valore come presidio sul territorio, le edicole abbandonate sono state oggetto di interventi di riconversione e riqualificazione, dedicandosi, ad esempio, alla somministrazione. Ma accanto a casi virtuosi, si registra anche un aumento delle attività irregolari. Un fenomeno che si può notare soprattutto nei centri storici delle città turistiche, dove molti chioschi tradizionali vendono souvenir e altro, senza rispettare l’obbligo di dedicare almeno metà della superficie di vendita ai quotidiani.
“Una crisi che va avanti da oltre dieci anni e che ha risentito della mancanza di interventi organici e strutturali a sostegno delle edicole, che oggi rischiano – come dicevamo anni fa – di fare la fine delle cabine telefoniche, dimenticate e ormai in disuso – spiega Fenagi (Federazione Nazionale Giornalai) Confesercenti Modena. Cosa che non deve succedere con le edicole, che sono punti vendita di prossimità oltre che presidi culturali e sociale e quindi, se vogliamo che queste imprese continuino a esistere, serve una legge ad hoc che affronti la questione in tutti i suoi aspetti. Innanzitutto, abbassando la quota di superficie di vendita da dedicare obbligatoriamente ai giornali, che non deve essere minima, ma realistica. Servono anche interventi fiscali, dalla gratuità del suolo pubblico a misure a favore del ricambio generazionale della rete, con sconti contributivi per i giovani che aprono nuove attività e agevolazioni per chi investe in nuovi servizi. È necessario che il Governo intervenga al più presto stabilendo un credito di imposta per le spese sostenute per l’attività che diventi strutturale. Infine, c’è la necessità di incrementare il fondo per l’editoria e una nuova rottamazione delle licenze”.

Anche in provincia di Modena, sono stati promossi due momenti di sensibilizzazione con edicole aperte durante la notte in largo San Giorgio/piazza Roma a Modena e in piazza Martiri a Carpi. Hanno partecipato numerosi edicolanti, clienti e cittadini, oltre una sessantina di persone tra Modena e Carpi.
Presenti i rappresentanti della Distribuzione locale Marco Rossi (Rg Stampa) e Fabio Iamoni, (To-dis.), Fabio Degiuli e Alberto Bonasi di Cna, Ermanno Zanotti di Telethon, Giorgio Benincasa e Domenica Marotta della Slc Cgil, oltre a politici e amministratori locali: i sindaci di Modena e Carpi Giancarlo Muzzarelli e Alberto Bellelli, i rispettivi vicesindaco Gianpietro Cavazza e Stefania Gasparini, oltre all’assessora del Comune di Modena Ludovica Carla Ferrari.
A Carpi presente il consigliere comunale Mauro D’orazi e Giovanni Taurasi già consigliere comunale.
Folta la rappresentanza dei consiglieri comunali a Modena: Alberto Bignardi, Barbara Moretti, Enrica Manenti, Andrea Giordani, Giovanni Bertoldi, Giovanni Silingardi, Luca Sabattini, Stefano Manicardi, Camilla Scarpa, Federica Venturelli.
Il consigliere comunale di Modena Alberto Baldini impossibilitato ad essere presente ha comunicato il suo sostegno all’iniziativa.
Presente anche il consigliere regionale Luca Sabattini, mentre la consigliera regionale Francesca Maletti – anche Lei impossibilitata – ha mandato il suo sostegno.
Sostegno e impegno bipartisan ad appoggiare le richieste degli edicolanti è venuto poi dagli onorevoli Stefania Ascari, Daniela Dondi e Stefano Vaccari.
Gli edicolanti chiedono la revisione del contratto con gli editori con il riconoscimento di 10 centesimi per ogni copia consegnata in edicola, il riconoscimento per legge dello status di lavoro usurante, credito d’imposta e bonus strutturali, il cambio della destinazione d’uso dei chioschi, il superamento degli ostacoli per il rilascio dei certificati anagrafici.

